Il primo braccio di ferro è sui redditi

Nella sera del duello tv, il candidato dem pubblica le sue tasse: 300mila dollari

Il primo braccio di ferro è sui redditi

Donald Trump e Joe Biden hanno incrociato i guantoni nel primo dibattito televisivo alla Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio, uno degli stati indecisi dove si giocherà senza esclusione di colpi il match per la conquista della Casa Bianca. Il presidente americano è salito sul ring nella notte italiana, teoricamente indebolito dallo scoop del New York Times sulle sue dichiarazioni dei redditi, ma preparato a un confronto cinico, una delle sue specialità. Il tema dei redditi è stato l'antipasto della serata, con Biden che a poche ore dal duello ha reso nota la sua dichiarazioni dei redditi. Nel 2019 ha pagato quasi 300mila dollari di tasse federali su un reddito imponibile di 944mila dollari. Sulla stessa scia la sua candidata vice, Kamala Harris, che ha deciso di venire allo scoperto anche lei. Insieme al marito, l'avvocato Doug Emhoffe, hanno dichiarato un reddito di poco più di 3 milioni di dollari e versato tasse per 754.809, destinando 35.390 dollari in beneficenza. È la prova che Biden, in questo rush finale della campagna elettorale, intende sfruttare al massimo le rivelazioni sulle sue tasse per mettere il presidente in difficoltà. In questo caso, per Trump, l'obiettivo era di contrastare i tentativi di demolire l'immagine di uomo d'affari di successo su cui ha costruito la sua reputazione di sapiente Ceo della Corporate America.

Il dibattito, condotto dal giornalista della Fox Mike Wallace, è durato 90 minuti senza interruzioni pubblicitarie, incentrato su sei temi: esperienze passate dei candidati, Corte Suprema, coronavirus, economia, questione razziale e violenza nelle città, correttezza delle elezioni. Tutti argomenti che hanno potuto dare al candidato dem l'opportunità di evidenziare i fallimenti di Trump. Ma, si sa, il presidente è un avversario imprevedibile, e come ha già dimostrato negli scontri del 2016 contro Hillary Clinton, ha la capacità di rapidissime rimonte anche se messo all'angolo.

I due candidati di Usa 2020 si sono preparati per il primo scontro televisivo in modo completamente differente: l'ex numero due di Barack Obama ha condotto molte simulazioni e i suoi consiglieri hanno modulato per lui una strategia volta a replicare colpo su colpo, ma senza farsi trascinare nella rissa, poiché le prove muscolari sono ad appannaggio dell'avversario. «Il presidente si è preparato facendo il presidente - ha detto il direttore delle comunicazioni della campagna di The Donald, Tim Murtaugh - E affrontando regolarmente i media ostili».

È stato uno scontro senza esclusione di colpi, come si era già intuito dai reciproci attacchi della vigilia, con Trump che ha sfidato Biden a fare il test anti-doping. «Joe ha annunciato che non accetterà di fare il test, mi domando perché», ha scritto su Twitter. «A Trump non importa nulla della salute degli americani e vuole eliminare l'Obamacare strappando la protezione sanitaria a milioni di persone. È senza scrupoli», ha replicato Biden.

Il prossimo appuntamento tv è per il 15 ottobre a Miami, Florida, altro stato decisivo, mentre il terzo il 22 ottobre a Nashville, Tennessee. L'unico faccia a faccia fra i candidati alla vice presidenza, Kamala Harris e Mike Pence, sarà il 7 ottobre a Salt Lake City, Utah, feudo di Mitt Romney, icona della fronda repubblicana non allineata.

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