"Ride tutto il mondo": Giorgetti tuona sul Superbonus

Il ministro dello Sviluppo economico critica gli incentivi all'edilizia: "Droghiamo un settore e ne lasciamo languire altri più importanti". Sul caro energia: "Niente illusioni"

"Ride tutto il mondo": Giorgetti tuona sul Superbonus

"Stiamo drogando l'edilizia". Non va tanto per il sottile Giancarlo Giorgetti, intervistato dal Corriere della Sera. Il ministro dello Sviluppo economico torna sulla questione Superbonus: "Dobbiamo invece sostenere le nostre filiere industriali". Il numero due del Carroccio punta il dito contro il Parlamento, reo di avere "allargato troppo le maglie" della misura dopo che "il governo aveva cercato di limitarlo in legge di Bilancio".

Il risultato, secondo il ministro, è che "stiamo drogando un settore in cui l'offerta di imprese e manodopera è limitata". Con la conseguenza che "i prezzi salgono e ciò contribuisce all'inflazione". "Mettiamo un sacco di soldi sull'edilizia che, per carità, può aver avuto senso sostenere nella fase più dura della pandemia e di certo contribuisce alla crescita. Però così lasciamo languire altri settori, più strategici per l'Italia". Giorgetti è tranchant: "Ci sono da affrontare la rivoluzione digitale ed energetica, e lo choc dell'automotive che deve affrontare il passaggio all'elettrico. E invece diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze. Ride tutto il mondo". Toni decisamente più pesanti di quelli, pure severi, utilizzati da Mario Draghi nella conferenza stampa dell'11 febbraio. Il presidente del Consiglio ha criticato l'impianto della legge: "Chi tuona sul Superbonus è chi ha scritto la legge e ha permesso di fare lavori senza controlli. Oggi il bonus rallenta per i sequestri e le frodi". Tanto che il premier ha poi confermato che i tecnici stanno lavorando sulle norme correttive.

Ma c'è una questione più spinosa del Superbonus: l'energia. E anche su questo fronte, lo scenario tracciato dal ministro dello Sviluppo è cupo: "Niente illusioni: non si tornerà ai prezzi bassi di due anni fa, perché la Cina deve uscire dal carbone e inizierà a drenare molto gas". E, visto che non sono in calendario scostamenti di bilancio per finanziare gli aiuti sul caro-bolletta, non resta altro che "raschiare un po' il barile per trovare cifre importanti anche se non risolutive". Il fatto, precisa Giorgetti, è che "tutti pensano all'industria energivora classica, da aiutare. Ma anche per una pizzeria l'energia equivale al 30% del conto economico". Infine, una considerazione sulla transizione verde: "Difendere il clima è necessario. Ma non posso accettare che il prezzo siano milioni di disoccupati, con conseguenze sociali e politiche molto serie".

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