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Riti di iniziazione, droga e missioni con il machete: le regole delle "pandillas"

MS13, Barrio 18, Latin King e Trinitari. La rete criminale tra Milano e Genova

Riti di iniziazione, droga e missioni con il machete: le regole delle "pandillas"
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La violenza senza freno, il gruppo che accerchia, lo stile della missione punitiva, la stazione. Tutti elementi che in un attimo riportano alla mente l'aggressione di una decina di anni fa a Villapizzone (la fermata del treno accanto a Certosa), quando a un capotreno viene tranciato un braccio con un machete e solo per un miracolo non lo perde.

La firma dei due assalti sembra la stessa: MS13, una della gang più sanguinarie di Milano, diretta "succursale" dell'organizzazione criminale che da Los Angeles si diffonde in Europa, soprattutto in Spagna e in Italia (a Milano e Genova).

I Mara Salvatrucha (da salva - che sta per El Salvador - e etrucha - che in gergo sta per "furbo, dritto") sono quelli dei tatuaggi con il simbolo 13 scritto in caratteri gotici e le dita a forma di corna nei graffiti che delimitano il loro territorio, sono quelli che detengono il controllo dei giri di droga e gestiscono le occupazioni degli alloggi. In Italia si stima che abbiano avuto 2.500 affiliati e sembra abbiano cercato di espandersi in Svizzera: non a caso uno dei mareros a capo della gang (stiamo parlando del 2017), Luis Alonso Rodriguez Hernandez, viene arrestato proprio vicino a Lomazzo, a un passo dal confine.

Gli MS13, nel controllo della microcriminalità, hanno come diretti "competitor" i Barrio 18, reucci della stazione Centrale, parco Trotter, via Padova. La banda è anche nota come "l'esercito dei bambini": l'ingaggio dei membri avviene spesso alle scuole elementari o medie. Sul petto hanno tatuato un 18 o un XV3 (15 più 3) e 18 sono anche i secondi di pestaggio violento per punire i seguaci che hanno sgarrato, offeso il capo o mostrato troppo rispetto per il leader di un'altra gang. Le stesse regole valgono a Milano, così come a Genova e Roma, le città in cui i Barrio si sono radicati di più. E poi ci sono i Trinitarios, quelli delle tre X con i colori della bandiera dominicana verde, bianca e rossa. Anche loro si sono radicati in Italia, con tutta la loro simbologia contraddittoria, fatta di macheti incrociati ma anche di icone religiose, croci e rosari.

La corona a tre punte è invece il simbolo dei Latin Kings, violenti e radicati, punto di riferimento per molti ragazzini latino americani che ambiscono ad entrare nel gruppo per sentirsi forti, con riti di iniziazione tipici delle gang criminali, prove da superare e full immersion in spaccio, furti, rapine, aggressioni. Tre anni fa un'operazione della squadra mobile porta all'arresto di 9 persone colpevoli di aver ricostruito la fazione "Chicago" della pandilla. Il Tribunale di Milano emette condanne fino a 3 anni e 4 mesi per latinos, accusati di associazione a delinquere, tentato omicidio (tra cui anche una tentata decapitazione), lesioni personali aggravate, rissa e furto.

Gli anni della guerra tra le gang per il territorio e il controllo delle piazze delle droga sono stati soprattutto quelli tra il 2006 e il 2015. Poi i controlli sono aumentati, le retate anche. Ma nel sottobosco urbano i pandilleros non sono mai spariti, longa manus del narcotraffico e capaci di tutto: estorsioni, missioni puntivi.

E violenza sempre più esibita e gratuita, come sta accadendo anche nella baby gang non latino americane. E anche per questo gli omicidi commessi dai minorenni, molti appartenenti a una crew, sono aumentati del 150% in tutta Italia.

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