"Senza Italia e Francia l'Europa e l'Occidente non sarebbero quello che sono". Giorgia Meloni sceglie una frase forte per suggellare il vertice intergovernativo di Antibes e rilanciare l'asse con Parigi dopo mesi non privi di divergenze e tensioni. "Siamo due grandi nazioni con interessi convergenti", sottolinea al termine dell'incontro con Emmanuel Macron, definendo quella andata in scena sulla Costa Azzurra una "giornata molto importante per i rapporti Italia-Francia". Un riavvicinamento che assume un valore ancora più forte nel momento in cui i rapporti transatlantici appaiono sempre più complessi.
Il 36° vertice bilaterale si apre con una visita al Museo Picasso di Antibes. Accogliendo Meloni, Macron scherza: "Giorgia, è tanto tempo che non ci vediamo". Una battuta ironica, visto che i due si erano incontrati appena il giorno precedente a Berlino e nei giorni scorsi al G7 e al Consiglio europeo. La premier ha raccolto il gioco e più tardi, arrivando a Villa Eilenroc, ha risposto in francese: "Emmanuel, quanto tempo".
Proprio sui rapporti personali tra i due leader arrivano dichiarazioni significative. "Mi sono anche un po' divertita a vedere i retroscena sulle nostre relazioni", ha osservato Meloni. "Siamo due persone che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede franchezza anche quando non si è d'accordo e capacità di cooperazione quando si è d'accordo". Per la premier, la collaborazione tra Roma e Parigi dimostra che i rapporti "non sono stati glaciali", ma relazioni "tra persone serie che parlano di politica".
Sulla stessa linea Macron. "Viviamo tutti sotto lo stesso clima che è caldo: non c'è più nulla di glaciale", ha affermato il presidente francese. "Difendiamo gli interessi dei nostri Paesi in modo rispettoso e crediamo nella forza della collaborazione bilaterale". Il capo dell'Eliseo ha rivendicato le convergenze raggiunte su diversi dossier, dall'Ucraina al Libano, fino alle questioni europee, definendo Francia e Italia "partner naturali e indispensabili".
Tra i temi internazionali, particolare rilievo ha assunto il dossier libanese. Meloni ha annunciato che Roma e Parigi intendono promuovere "una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil", immaginando "presto una conferenza internazionale". Una iniziativa che nasce dalla prospettiva della conclusione della missione delle Nazioni Unite nel Paese dei Cedri e dalla volontà di evitare nuove destabilizzazioni regionali.
Il vertice ha prodotto anche una serie di accordi nei settori della difesa, dello spazio, della cultura, dei trasporti e della gestione dei flussi migratori. Sul fronte economico, il Business Forum parallelo al summit ha registrato un passo avanti nella cooperazione energetica con la firma di una dichiarazione di intenti tra Edison, Edf, Nuward e altri partner industriali per lo sviluppo di un impianto nucleare europeo basato sulla tecnologia dei mini reattori modulari, con l'obiettivo di arrivare ai primi impianti operativi entro il 2035.
Antibes consegna così l'immagine di una relazione che resta strategica per entrambi i Paesi. Con la consapevolezza, rivendicata da entrambi i leader, che il dialogo tra Roma e Parigi resta uno degli snodi decisivi per il futuro dell'Europa.