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La Roccella perseguitata per le sue idee

Chi non è d'accordo con lei non sopporta il suo essere fuori dal coro, il pensiero politicamente scorretto, la difesa dei valori tradizionali, tipo paternità e maternità, che una volta erano la normalità e oggi l'eccezione

La Roccella perseguitata per le sue idee
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Le ricerche vanno avanti, ma gli hater ancora di più. Droni, sommozzatori, imbarcazioni che solcano le acque oscure del lago. Sulla rete invece i cultori dell'insulto non conoscono requie. Battute sarcastiche e irriferibili, l'odio trasformato in professione.

Eugenia Roccella è ministra della Famiglia e maneggia temi controversi che evidentemente suscitano reazioni incontrollabili in una parte, minoritaria ma in trascurabile, dell'opinione pubblica.

Chi non è d'accordo con lei non sopporta il suo essere fuori dal coro, il pensiero politicamente scorretto, la difesa dei valori tradizionali, tipo paternità e maternità, che una volta erano la normalità e oggi l'eccezione, e poi il fatto di combattere l'inverno demografico. Un paese per vecchi che scivola verso quota zero.

Chi non condivide, non sa argomentare e dunque scaglia parole che sono offese, no, molto di più, coltellate nella carne viva con il solito contorno di volgarità. L'hanno attacca, interrotta e le hanno impedito di parlare più di una volta: al Festival dell'economia, agli Stati generali della natalità, e pure al Salone del libro di Torino.

È una colonna sonora che intristisce ma questa è un'altra storia, un upgrade verso il peggio e un baratro senza ritorno. La ministra ha perso il marito, sabato nel lago di Vico, e ora di fatto si cerca un corpo, quello di Luigi Cavallari. Come si fa a violare in questo modo i sentimenti più elementari?

Qui siamo alle basi della nostra civiltà, alla pietà, anzi alla pietas che si deve a chi è scomparso: se prendiamo l'Iliade, che è la base della nostra cultura, l'opera si chiude proprio con i solenni funerali di Ettore. Il pianto sul corpo del defunto: la storia della nostra pittura, dopo lo stabat mater, consolazione struggente ad una sofferenza indicibile.

Ora è tutto spazzato via. Con un furore sconvolgente e insensato che si autoalimenta nella sua ossessione.

Ecco.

Si potrebbe sostenere che se l'epica ha costruito una civiltà è il web a distruggerla. A lapidarla con una rabbia che è una vergogna senza fine. Poco importa se chi calpesta la dignità personale e la storia dell'Occidente lo fa con il suo nome o nascondendosi dietro lo scudo di un nickname

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