Roma, Raggi sotto accusa per il fiasco nei Municipi

Nella Capitale il M5s perde due circoscrizioni e nel movimento si punta il dito contro la sindaca

Roma, Raggi sotto accusa per il fiasco nei Municipi

Dopo due anni di «stiamo lavorando», pare che i cittadini si siano stufati della solita litania recitata dalla sindaca Virginia Raggi. E al primo banco di prova utile per dare un voto all'amministrazione della capitale, ormai da un pezzo fuori dal rodaggio, l'hanno punita con un risultato disastroso alle elezioni nei municipi III (Montesacro) e VIII (Garbatella), i due quartieri prima conquistati e poi persi per strada per colpa di faide interne, nei quali i Cinque Stelle domenica hanno raggiunto percentuali risibili rimanendo fuori anche dai ballottaggi.

Una débâcle che ha fatto finire la giunta e la sua sindaca sotto accusa. Tra gli stessi grillini romani si respira ormai un'aria pesante, c'è malumore. Le chat M5s sono in fibrillazione da quando domenica notte si è avuta conferma dell'insuccesso. Sono in molti, adesso, nel Movimento, a puntare il dito contro Virginia e certi suoi errori. Scelte non del tutto condivise nell'amministrazione della capitale che hanno disperso progressivamente l'entusiasmo del 2016, quando proprio in questi municipi i Cinque Stelle avevano toccato il 34 per cento. La luna di miele è presto finita, la Capitale è sempre più sofferente, ogni giorno c'è un'emergenza diversa, tra alberi che si abbattono sulle auto, l'asfalto ovunque sconnesso e cosparso di buche, gli autobus che vanno a fuoco, le strade sommerse di rifiuti. I pochi romani che domenica sono andati a votare, perché l'affluenza è stata bassa (-27,8 per cento), al momento di scegliere il candidato se le sono ricordate certe disfunzioni. E per i pentastellati è stato un flop. «Effetto Raggi», lo hanno chiamato, anche se la sindaca aveva cercato di tenersi distante dalla contesa elettorale, impegnandosi solo nelle ultime due settimane con alcune inaugurazioni di opere pubbliche proprio nei municipi chiamati al voto. Ma la prima cittadina grillina tira avanti dritta. Nel pomeriggio in Campidoglio ha convocato una giunta straordinaria per analizzare il voto e studiare le prossime mosse da mettere in atto. «Ripartiamo dal territorio. I cittadini vanno sempre ascoltati. Seguiremo le loro indicazioni: ci impegneremo di più sul decoro, lavori pubblici e trasporti. Grazie Roberta Capoccioni e Enrico Lupardini. Lavoro ripagherà: andiamo avanti», ha twittato.

L'ex presidente pentastellata del III municipio Roberta Capoccioni, in carica fino a febbraio quando è stata sfiduciata dopo che il M5s aveva perso la maggioranza, si è fermata al 19,18: al ballottaggio se la vedranno centrosinistra e Lega. Enrico Lupardini, del VIII municipio, invece, è arrivato ad un misero 13,11 per cento, lasciando la strada spianata all'avversario del centrosinistra che ha raggiunto il 54,05 per cento superando di quasi 30 punti percentuali il candidato del centrodestra. «In due anni di consiliatura la capitale rimane avvitata su se stessa e immobile - attacca Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera - un crollo che è la fotografia di questa città impantanata tra inadeguatezza e incapacità».

La Capitale, intanto, dovrebbe finire al più presto al centro di «un tavolo per il rilancio di Roma» che il ministro del Lavoro Luigi Di Maio sarebbe pronto a convocare. È quanto emerso ieri al termine di una riunione in Campidoglio tra la sindaca, i sindacati e alcuni assessori. Un nuovo tavolo, dopo quello inconcludente che si era aperto nei mesi scorsi durante il precedente governo con l'ex ministro Carlo Calenda, al centro del quale ci saranno i temi ritenuti prioritari per la città, dai rifiuti ai trasporti, alle società partecipate.