La partita della pace fiscale resta uno dei cantieri più dinamici dell'azione economica del governo. Mentre si avvicinano le prime scadenze operative della Rottamazione-quinquies, l'esecutivo continua a intervenire per affinare gli strumenti a disposizione di famiglie, professionisti e imprese, con l'obiettivo di favorire il rientro dei debiti e garantire un rapporto più equilibrato tra Fisco e contribuente.
Il dossier è seguito in prima linea dal viceministro dell'Economia Maurizio Leo, che negli ultimi anni ha fatto della riforma del sistema della riscossione uno dei pilastri dell'azione del governo. Proprio in questa direzione si inseriscono gli ultimi interventi normativi che hanno accompagnato il percorso della nuova definizione agevolata.
La Rottamazione-quinquies, introdotta con la legge di Bilancio 2026, riguarda i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La misura consente ai contribuenti di chiudere i conti con il Fisco pagando soltanto il capitale dovuto e le spese di notifica ed esecutive, con l'azzeramento di sanzioni, interessi e aggio. Un meccanismo che punta a favorire l'emersione dei debiti e ad agevolare il rientro di posizioni rimaste aperte per anni.
La finestra per presentare domanda si è chiusa il 30 aprile scorso. Adesso si entra nella fase decisiva: entro il 30 giugno l'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) comunicherà gli importi dovuti ai contribuenti che hanno aderito. Da quel momento scatterà il piano dei pagamenti, che potrà arrivare fino a 54 rate bimestrali distribuite nell'arco di nove anni, con la prima scadenza fissata al 31 luglio. Nel frattempo il governo ha lavorato anche sul fronte degli enti territoriali. Il recente decreto Fiscale ha infatti esteso la definizione agevolata alle entrate locali affidate all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, comprese imposte e tributi come Imu, Tari, bollo auto e sanzioni stradali. L'adesione, tuttavia, non sarà automatica: ciascun Comune dovrà approvare una specifica delibera.
Proprio su questo versante è intervenuto il decreto Accise-ter, che ha concesso più tempo agli enti locali. Grazie a una modifica parlamentare, il termine per deliberare l'adesione è stato spostato dal 30 giugno al 31 luglio 2026. Una scelta che mira a consentire ai Comuni di valutare con maggiore attenzione l'opportunità di aderire alla misura e che, di fatto, rinvia all'autunno la fase operativa per i contribuenti interessati.
Accanto a questa possibilità resta inoltre la cosiddetta rottamazione autonoma degli enti locali che non utilizzano l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. I Comuni potranno costruire una propria sanatoria attraverso regolamenti interni, definendone le condizioni.
Il cantiere, però, non può considerarsi chiuso. Nelle ultime settimane la Lega ha tentato di ampliare ulteriormente il perimetro delle agevolazioni con una serie di emendamenti al dl Accise-ter. Tra le proposte la riapertura della Rottamazione-quater per i contribuenti decaduti, pagando le rate arretrate in un'unica soluzione, l'estensione della quinquies agli accertamenti e una rateizzazione decennale per chi non può accedere alle nuove misure. Sul tavolo era arrivata anche la richiesta di impedire il pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola.
Le proposte non hanno superato il vaglio parlamentare e sono state accantonate o respinte, ma restano sullo sfondo del confronto politico e potrebbero riemergere nei prossimi provvedimenti fiscali.
Del resto la maggioranza continua a lavorare anche su altri strumenti destinati a favorire l'adempimento spontaneo. Tra questi c'è il possibile ritorno del ravvedimento speciale collegato al concordato preventivo biennale, misura trasformata in un ordine del giorno approvato dal Senato.