Salvini impone la sua linea: niente tasse sulle nuove auto

Il vicepremier assicura: parlo anche a nome dei 5 stelle Ma Fico: «Chiaro che gli inquinanti andranno tassati»

Salvini impone la sua linea: niente tasse sulle nuove auto

Nessuna tassa sulle auto di nuova immatricolazione. Parola del ministro dell'Interno che - ed è questa la novità - parla anche a nome dei compagni di governo pentastellati.

«Non ci sarà nessun tassa sulle nuove auto. Non c'è nel contratto di governo», taglia corto il vicepremier a margine della scuola di formazione politica del Carroccio, a Milano. Poi il leader leghista aggiunge: «Posso dirlo sia a nome mio e sia del Movimento 5 Stelle: non ci sarà nessuna nuova tassa sulle auto». E questo, prosegue il titolare del Viminale, perché «un conto è aiutare le auto non inquinanti, un conto è penalizzare chi non può permettersi queste nuove auto che costano decine di migliaia di euro».

Sembra chiudersi così la querelle che è andata avanti a lungo tra le due componenti dell'esecutivo gialloverde, con molti esponenti del M5s schierati a favore dell'ecotassa e con il Carroccio arroccato nella trincea opposta.

Nella prima settimana di dicembre era stato proprio Salvini a confermare un irremovibile «no» leghista alla misura, dicendosi «assolutamente contrario a ogni forma di nuova tassa su un bene già ipertassato in Italia», ossia le auto, e concedendo invece il proprio placet a qualsiasi forma di ecobonus, ma chiedendo di risparmiare chi non ha i soldi per comprarsi «una macchina nuova».

Una posizione, appunto, non condivisa da tanti grillini, come per esempio Lucia Azzolina, deputata pentastellata, che aveva definito l'ecotassa «una misura a cui teniamo tantissimo», insistendo sulla necessità di inserirla. A stoppare sul nascere il possibile braccio di ferro era arrivato l'altro vicepremier, il grillino Luigi Di Maio, assicurando sui social che la lotta contro l'inquinamento sarebbe proseguita a colpi di incentivi per le auto ibride, elettriche e a metano, ma tutto «senza pesare sul portafogli», e dunque facendo svaporare lo spauracchio dell'ecotassa, allineandosi così a quanto rivendicato da Salvini.

Ma ancora due giorni fa, sabato, le posizioni sembravano ben distanti. Con la Lega che chiedeva di eliminare tanto l'ecotassa quanto le misure relative agli ecoincentivi, salvo se garantiti da una adeguata copertura finanziaria, mentre i pentastellati continuavano a difendere come «imprescindibile» quella misura per «spingere» le immatricolazioni di auto a basse o zero emissioni, rivendicando anche la tassa per punire i veicoli inquintanti.

A spezzare il ping pong, ieri, è arrivato il ministro dell'Interno. Ribadendo che questa ecotassa non s'ha da fare, e ufficializzando la bocciatura della misura non come punto di vista personale, ma come una decisione comune alle due componenti dell'esecutivo. Lasciando però aperta la porta agli aiuti di Stato per le auto meno inquinanti.

Tutto risolto? A quanto pare no. Perché a complicare tutto arrivano le dichiarazioni del presidente della Camera, Roberto Fico, che parla a «Mezz'ora in più» su RaiTre e tiene aperta la polemica anche sul punto, spiegando che sull'ecotassa «tutto dipende da che Paese vogliamo diventare. Dobbiamo dare una prospettiva culturale all'Italia». E aggiungendo, a scanso di equivoci, che «è chiaro che gli inquinanti andranno tassati», e che dunque la «prospettiva culturale» a Cinque Stelle, stando al Fico-pensiero, non dovrebbe certo fermarsi alla mera introduzione di incentivi per ibride ed elettriche.

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