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Salvini fra primarie e Viminale: "Sto bene qui. Lega oltre il 10%"

Il segretario lancia i gazebo a Milano: "Diventino modello in tutte le città al voto". Domani il tavolo interno: "Alle urne in doppia cifra"

Salvini fra primarie e Viminale: "Sto bene qui. Lega oltre il 10%"
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Non andrà al Viminale e non farà nemmeno il candidato sindaco per Milano, nonostante il sostegno che arriverà ai gazebo dai militanti. Con le primarie della Lega Matteo Salvini scuote il centrodestra e rimanda l'appuntamento con Palazzo Marino: "Ci sono tante partite aperte e l'obiettivo è di vincere le prossime elezioni politiche con una Lega in forza. Poi per fare il sindaco di Milano ci sarà tempo" spiega il leader del Carroccio. Ai gazebo i leghisti sono chiamati a indicare un nome per il candidato sindaco ma anche le priorità per Milano, dalla sicurezza all'urbanistica, dalla mobilità alla casa. I risultati arriveranno domani ma con tutta probabilità sarà proprio Salvini il più votato: "Se così fosse ringrazierò i milanesi. Ma diciamo che fino all'ultimo giorno utile faccio il ministro di questo governo con orgoglio". La Lega, sottolinea Salvini, non ha la pretesa di scegliere il candidato. Ma vuole accelerare sulla decisione: "Stiamo cercando di stimolare il centrodestra a fare in fretta". Anzi, "proporrò che le primarie della Lega diventino un modello in tutte le grandi città che vanno al voto. Non possiamo arrivare a pochi mesi con il dibattito aperto". Resta lontano, invece, il ministero dell'Interno, nonostante parte del Consiglio federale della Lega avesse chiesto a gran voce l'avvicendamento con Matteo Piantedosi. Che l'altro ieri è stato ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, per molti un segnale che rafforza la posizione del titolare dell'Interno: "Piantedosi è un amico, ma non so cosa si siano detti onestamente - commenta Salvini - Lunedì mattina vado a fare un sopralluogo alla Caserma Montello però mi trovo molto bene dove sto. Abbiamo 100mila case vuote da sistemare e da riassegnare rapidamente, una missione importante. E a questo mi dedico". Intanto Salvini ha appena annunciato, dopo settimane di dibattito e malcontento interno, il nuovo tavolo di coordinamento della Lega, una cabina ristretta, con dentro anche Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, per integrare la linea politica con le esigenze dei territori: "Ma non è una risposta alle discussioni. Non è che rispondiamo a tizio che mi sollecita" puntualizza Salvini, che non sente la sua segreteria in discussione: "Abbiamo fatto il congresso l'anno scorso, il mandato dura quattro anni quindi fra tre anni ci penseremo. Non ci sono in vista congressi, statuti o regolamenti". L'invito ai naviganti, dunque, è quello di "concentrarsi solo e unicamente sulle cose da fare". Intanto, però, incombe sulla Lega il sorpasso di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci: "Ieri ho visto una rilevazione dove la Lega è avanti abbondantemente. Il sondaggio lo facciamo l'anno prossimo in cabina elettorale". Il tema è sempre l'eventuale alleanza col generale: "Per il momento si è messo fuori lui, poi se cambierà idea - afferma Salvini - Se voti contro il governo perché lo vuoi mandare a casa, poi o cambi idea e dici che hai sbagliato oppure non puoi chiedere di entrare". Ad ogni modo, tutti i ragionamenti sono rimandati: "Ne parleremo fra un anno, in questo momento casa e sicurezza sono le mie priorità". Di sicuro le uscite al rialzo del generale non aiutano.

Lo fa notare anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, che ai gazebo della Lega per Milano ha scritto il nome di Salvini, pur senza mai citare espressamente Vannacci: "Io non credo che chi le spara grosse abbia un grande futuro davanti - il pensiero di Valditara - Le grandi sparate hanno impatto sul momento. Noi facciamo i fatti concreti".

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