Salvini: "Lockdown? Se serve va fatto. Ma il governo ci ascolti". Poi fa una precisazione

Il leader della Lega sulla possibilità di una chiusura generalizzata: "La vita viene prima di tutto. Se c'è necessità di fare un nuovo lockdown si fa, ma il governo ci ascolti"

Salvini: "Lockdown? Se serve va fatto. Ma il governo ci ascolti". Poi fa una precisazione

I contagi continuano ad aumentare e la paura che si ritorni ad una situazione simile a quella della scorsa primavere è forte. Così, l'ipotesi di un lockdown nazionale potrebbe essere dietro l'angolo. Nessuno vorrebbe arrivare alla chiusura totale e Conte mira a scongiurarla. Sul tema è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha messo in primo piano l'obiettivo sanitario: "Se ci sono le necessità di farlo, è giusto farlo- ha detto a Radio Anch'io su Radio Uno- Non puoi però chiudere il sabato le palestre e la domenica i teatri, i bar fino alle 18. Io mi auguro che non ci sia, evidentemente, ma siccome la vita viene prima di tutto e la salute viene prima di tutto, se ci sono scelte razionali si fanno". Ma, in una diretta Facebook, precisa: "Parlano di un nuovo lockdown, io farò di tutto perché questo non ci sia, perché non avvenga". E aggiunge, riferendosi all'attentato di Nizza: "Lasciamo liberi gli italiani e chiudiamo i porti. Porte aperte per gli italiani e porti chiusi per i delinquenti. Lo abbiamo fatto al governo e lo rifaremo".

Prevedere cosa succederà non è possibile: "Nessuno ha la bacchetta magica, la prima chiusura è stata la prima volta nella storia e tutti navigavamo a vista a febbraio". Poi, però, "qualcuno avrebbe dovuto imparare la lezione". Le cose che andrebbero fatte adesso, secondo Salvini, sono "tamponi a domicilio e cure a domicilio: il 75% delle persone che corre in ospedale terrorizzata potrebbe essere curata a casa e poi ci sono i trasporti pubblici". Il leader della Lega ribadisce la possibilità di una chiusura totale, ma incalza: "Se c'è da chiudere qualcosa per salvare la vita lo si fa, ma si deve avere una visione. Abbiamo un commissario all'emergenza per queste cose che si chiama Arcuri, occorrono dei protocolli nazionali, dei bandi nazionali". Poi punge: "Si è persa l'estate a parlare di banchi con le rotelle e monopattini".

Il leader del Carroccio è critico anche sulle misure dell'ultimo Dpcm: "Il governo chiude ristoranti, bar, palestre e teatri ma apre i cancelli delle galere per mandare a casa i delinquenti con la scusa del Covid- spiega- Si parla di 5mila persone: sarebbe una follia! Questo governo mette in pericolo l'Italia". Per questo, torna a rivendicare un ruolo attivo del centrodestra e chiede di essere ascoltato dal governo: "Noi è sei mesi che chiediamo collaborazione. La collaborazione, in questi sei mesi, si è sostanziata in tre telefonate di un minuto- accusa Salvini- Ora, scrivono lettere, fanno appelli. Ma non basta scrivere una lettera o fare un tweet". E avvisa: "Ci vogliono ascoltare e collaborare? Perfetto. Oggi saremo in aula ad ascoltare Conte e faremo le nostre riflessioni e le nostre proposte, ma è inaccettabile rivedere il film di marzo, con le conferenze stampa di Conte della domenica sera".