Sbarco tragico: morte sette donne

Si ribalta un barcone al largo di Lampedusa. Ancora partenze da Libia e Tunisia

Sbarco tragico: morte sette donne

Vita e morte si intrecciano sul molo Favarolo di Lampedusa. Il viavai di migranti che sbarcano e affollano l'hotspot dell'isola non accenna a scemare, ma la banchina è stata anche funestata dai cadaveri di 7 donne subsahariane (forse del Senegal), naufragate all'alba di ieri a una bracciata dalla costa. Tra loro c'è anche una donna in stato avanzato di gravidanza. I numeri dell'ennesima tragedia del mare sono destinati ad aumentare. Mancano all'appello 9 persone - tra queste probabilmente 5 bambini - che la Guardia costiera, le Fiamme gialle e i carabinieri continuano a cercare, sempre che il mare decida di restituirle. Due donne vertono in gravi condizioni, entrambe trasferite in elisoccorso a Palermo.

La tragedia è avvenuta all'alba di ieri tra Lampedusa e l'isola di Lampione dinanzi agli occhi dei soccorritori che si stavano avvicinando a un barcone dopo la segnalazione di un migrante alla Capitaneria di porto. «Alla vista delle motovedette della Guardia costiera i migranti (61, ndr) sul barcone si sono spostati su un lato sbilanciandosi. Dunque sono finiti in mare». È la ricostruzione del procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha aperto un'inchiesta contro ignoti per naufragio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Partendo dalle testimonianze dei 45 superstiti che sono stati sentiti nell'hotspot dell'isola riguardo al viaggio - dalla partenza dalle coste tunisine alla tragedia - si tenta di risalire agli scafisti e ad eventuali basisti. «Cos'altro deve accadere per far capire all'Italia e all'Europa che così non si può andare avanti?». Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, chiede di incontrare il presidente Draghi per affrontare il fenomeno dell'immigrazione cercando soluzioni definitive. «Non si può continuare con la logica di una continua emergenza dice -. Bisogna affrontare l'intero fenomeno dei flussi migratori con un approccio incentrato sulla vera tutela dei diritti umani. E bisogna farlo subito perché mentre la politica continua a discutere, la gente muore in mare».

Duro Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, altra città siciliana esposta agli sbarchi: «È sempre la stessa storia. Dopo la tragedia ci stracceremo le vesti e ci sarà una pioggia di indignazione, ma presto torneremo alle solite cose. Eppure la questione immigrazione è una bomba umanitaria che colpevolmente si sottovaluta e andrebbe affrontata ai massimi livelli con serietà e decisione, invece l'ultimo summit europeo si è concluso come sempre: con un rinvio».

Intanto si continua a partire dalle coste libiche e tunisine e a sbarcare in Italia, tra l'indifferenza dei Paesi dell'Ue che continuano, impuniti, a non farsi carico di quote di migranti. Sono 259 quelli arrivati nelle notte tra martedì e ieri a Lampedusa. Prima 101 su un barcone intercettato dalla Guardia di finanza al largo dell'isola, poi 126 e altri 26 raggiunti in mare dalla Guardia costiera, e ci sono anche 6 migranti sbarcati autonomamente che sono riusciti a far perdere le proprie tracce bypassando i controlli sanitari e identificativi. Sbarchi anche in Calabria, dove sono stati intercettati in mare 179 migranti su due barche a vela (in una 80 e nell'altra 99). Tra loro c'erano 2 ucraini ritenuti gli scafisti. Il naufragio dinanzi a Lampedusa non è l'unica tragedia dell'immigrazione: alle Canarie è stata trovata in fin di vita su un barcone una bimba di 5 anni che è morta poco dopo.

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