Sblocca Italia in formato mini ma riapriranno 50 cantieri

Approvato in Cdm che punta a rilanciare le opere e a snellire la burocrazia. Passa anche la riforma Franceschini sulla cultura

Sblocca Italia in formato mini ma riapriranno 50 cantieri

S blocca Italia in versione soft per quanto riguarda le nuove risorse impegnate, molto spazio per i finanziamenti privati, sburocratizzazione a beneficio delle infrastrutture e, soprattutto, della ristrutturazione edilizia, con la fine dei permessi per le opere realizzate all'interno delle abitazioni.

Forse non è stato il Consiglio dei ministri che il premier Matteo Renzi sperava. Vero che l'obiettivo dei prossimi mille giorni è andare «passo dopo passo» (questo lo slogan scelto dal governo) e ci sono in ballo cantieri per una decina di miliardi. Ma è il valore delle opere pubbliche, non uno stanziamento nuovo. Il piatto forte del consiglio di ieri, è praticamente a costo zero. Una buona notizia dal punto di vista dei conti pubblici: «Sull'impatto netto sulla finanza pubblica la risposta è zero, non nel senso che non ci sono spese ma queste sono a piene coperture. Non stiamo peggiorando la finanza pubblica», ha assicurato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha tirato i cordoni della borsa fino all'ultimo.

Tra le opere pubbliche, alla fine, sono sopravvissute solo le linee ferroviarie del Sud: la Napoli-Bari e la Palermo-Messina-Catania, che da sole valgono 10 miliardi. «La grande novità - ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi - è che i cantieri apriranno il primo novembre del 2015 grazie a poteri straordinari di commissario all'amministratore delle Ferrovie». Senza stanziamenti nuovi gli aeroporti, per i quali si punta allo sblocco dei contratti di programma già approvati per i cinque scali strategici (Malpensa, Fiumicino, Firenze, Genova e Salerno). C'è «la possibilità di sbloccare le risorse per 4 miliardi di euro», ha spiegato Lupi. Sulle infrastrutture si punta molto sui privati, abbassando da 200 milioni a 50 milioni la soglia oltre la quale i finanziamenti privati possono godere di defiscalizzazioni.

Impegno anche per altre opere, tra queste la linea C della metropolitana di Roma, il collegamento ferroviario tra l'aeroporto di Fiumicino e la Capitale, il passante ferroviario di Torino, la tranvia di Firenze. Confermata «l'attivazione di risorse dei privati» per le autostrade: altri dieci miliardi di euro attivati con il prolungamento delle concessioni.

Novità sulle ristrutturazioni edilizie. A fronte di una conferma, per ora teorica, dei bonus da 50% e 65%, Lupi ha annunciato che per «ristrutturazioni in casa propria non sarà più necessaria una autorizzazione edilizia ma con una semplice comunicazione al Comune immediatamente il cittadino ha il diritto di fare tutti i lavori che vuole».

Il ministro allo Sviluppo economico Federica Guidi ha annunciato un piano per favorire l'export («Dovrebbe portare un punto di percentuale di Pil in più, circa 50 miliardi di euro, nel triennio 2015-17», ha spiegato) poi incentivi per la banda larga e l'estrazione di idrocarburi.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha annunciato un fuorisacco: il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per 600 milioni. Niente, per il momento, sulle partecipate. Non pervenuta la stretta sulle società di proprietà di comuni, province e regioni, se ci sarà, arriverà con la legge di stabilità, con incentivi alla privatizzazione e la chiusura di quelle inattive.

Difficile che queste norme risollevino l'economia. «Il Pil ha ancora un segno complessivamente negativo, ma è il risultato di un segno moderatamente positivo dei consumi e negativo degli investimenti», ha commentato il ministro Padoan, che ieri ha visto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un esame completo della situazione economica, delle coperture dei tanti provvedimenti in cantiere e, soprattutto, una attenta analisi delle parole «importanti» dette da Mario Draghi nell'incontro di Jackson Hole, è la versione ufficiale data al termine dell'incontro dal Quirinale. Prossimo appuntamento, a parte il Consiglio europeo di oggi che dovrebbe confermare il ministro Federica Mogherini nel ruolo di Lady Pesc, le misure sulla scuola. Oggi, arriverà la riforma del Ministro dei beni e delle attività culturali. Dario Franceschini promette un ammodernamento del dicastero.

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