Schiaffo Ue all'Italia "L'inadempienza è molto grave"

Moscovici: il dialogo prosegue ma la procedura d'infrazione va avanti

Schiaffo Ue all'Italia "L'inadempienza è molto grave"

Roma Bene i toni bassi, benissimo gli impegni. Ma ora da Roma servono i fatti. I ministri delle Finanze dell'Eurogruppo adottano dunque le conclusioni sui piani di bilancio degli Stati membri dell'area euro e nel documento finale esprimono sì «sostegno per la continuazione del dialogo tra la Commissione e il governo italiano», ma non esitano a definire quella dell'Italia una «inadempienza particolarmente grave». Intanto la macchina delle sanzioni non si ferma. Il presidente Mario Centeno dice che parlarsi è una cosa «costruttiva», però aggiunge pure che «tutti devono rispettare le regole». Anche Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Ue giudica «positivo» il cambio di atteggiamento del governo italiano. L'apertura a chiacchiere non è sufficiente: «Adesso aspettiamo i passi concreti, altrimenti siamo pronti varare il programma di sanzioni».

Tra promesse e diffidenze, comunque si tratta. Dombrovskis incontra Giovanni Tria prima del vertice tra i ministri finanziari per fare un punto della situazione, e per la prima volta spunta l'ipotesi di un compromesso. Ma c'è ancora parecchio da lavorare. Alla Commissione basterebbe «un piccolo sforzo strutturale positivo, invece del deterioramento strutturale sostanziale come è ora», spiega il vicepresidente dell'Unione, responsabile della moneta unica. «Siamo impegnati in una discussione con le autorità italiane: abbiamo concluso che una procedura per debito è giustificata e gli Stati membri hanno confermato questa conclusione». Ora, conclude, «la palla è nel campo dell'Italia, vedremo se arriveranno correzioni sostanziali e consistente al documento programmatico di bilancio per il 2019».

Secondo Tria «c'è la comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles». Non tutti sono convinti che il negoziato andrà a buon fine, ad esempio il belga Johann Van Overtveldt. «Ho visto delle dichiarazioni che lasciano spazio per sperare, ma per sapere se il budino è buono bisogna mangiarlo. Se vuole evitare le sanzioni, l'Italia deve allinearsi al Patto di stabilità». Il tedesco Olaf Scholz invece sembra assai più disponibile. «Da parte del governo italiano c'è «un forte desiderio per un accordo e questo penso sia la posizione giusta». E la Germania ha ovviamente il suo peso.

Ma, ripetono i ministri finanziari europei, Roma non può solo promettere, deve fare di più. Sintetizza Pierre Moscovici: «Ci sono nuove proposte e idee sul tavolo che vanno nella giusta direzione ma il gap con le regole del Patto di stabilità è ancora ampio e perciò ancora non ci siamo». Quindi, che succederà? «Continuiamo il dialogo per trovare una soluzione - risponde il commissario agli Affari economici - e continuiamo intanto a preparare la nostra decisione perché l'iter della procedura è stato avviato e gli Stati l'hanno appoggiato».

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