Governabilità, rappresentanza e stabilità sono le parole d'ordine per la nuova legge elettorale con cui gli italiani andranno al voto nel 2027 che introduce novità significative rispetto a quella ad oggi in vigore.
Superamento dei collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%, ballottaggio tra il 35% e il 40%, nome del candidato premier sul programma (e non sulla scheda) ma niente preferenze. Sono le principali novità introdotte nella riforma su cui c'è l'accordo del centrodestra. Come spiega a Il Giornale il sondaggista Antonio Noto (nella foto) "in questa legge elettorale vedo di positivo che, con il premio di maggioranza, la colazione che vince avrà la stabilità per governare, oggi secondo i sondaggi è il centrodestra ma in futuro vale anche a parte inverse".
Secondo gli attuali sondaggi la coalizione di centrodestra è in vantaggio in modo consistente sul campo largo anche con il partito di Roberto Vannacci Futuro Nazionale fuori dalla coalizione, così come Azione di Carlo Calenda è al di fuori dalle due coalizioni.
Secondo le proiezioni di Noto effettuate sulla Camera dei deputati, Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Unione di Centro totalizzano il 47,5% dei consensi, pari a una fascia di 220-242 seggi di coalizione, dati dalla somma tra 154-169 ottenuti con il proporzionale e 70 assegnati tramite premio di maggioranza.
Fratelli d'Italia passerebbe dai 116 attuali parlamentari alla fascia 143-149 della nuova legge elettorale (con 29,5% di consensi), Forza Italia scenderebbe da 54 seggi al range 41-47 (con il 9%) e la Lega da 59 a 32-38 (con il 7%). Noi Moderati eleggerebbe tra i 4 e 8 parlamentari a fronte dei 9 attuali (con il 1,5%) mentre l'Udc ad oggi resterebbe fuori dal Parlamento (con lo 0,5%).
Il campo largo costituito da un perimetro elettorale che va dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle tenendo insieme Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa.
La sinistra unita arriverebbe al 43,5% dei consensi con una fascia tra 138 e 152 seggi di cui zero ottenuti con il premio di maggioranza.
Il Partito democratico passerebbe dagli attuali 70 seggi alla fascia tra 75 e 79 con la nuova legge elettorale (forte del 22,5% dei consensi).
Il Movimento cinque stelle scenderebbe da 49 seggi al range tra 39 e 41 (con il 12%), Avs dovrebbe raddoppiare gli scranni in Parlamento passando da 10 a 19-23 (con 6% dei voti). Italia Viva potrebbe passare da 6 seggi a un range stazionario (5-6) o di crescita fino a 9 (con il 2%) mentre +Europa potrebbe veder venir meno la sua rappresentanza parlamentare, da 3 a 0, con solo l'1% dei consensi.
"È importante sottolineare - spiega Noto - che questa rivelazione si basa sugli attuali partiti e non tiene conto di eventuali unioni che possono venirsi a creare". Il riferimento è per esempio al progetto di Casa Riformista a cui sta lavorando Matteo Renzi.
Rimanendo fuori dalle coalizioni Azione di Carlo Calenda passerebbe dai 10 seggi attuali a una fascia tra 10 e 14 seggi (forte del 3,5% nei sondaggi).
Il nuovo partito di Vannacci, ad oggi soggetto a numerose fluttuazioni elettorali, potrebbe passare dai 3 seggi attuali a 10 potenziali nuovi parlamentari se dovesse superare lo sbarramento del 3%, in caso contrario non eleggerebbe nessun parlamentare risultando comunque ininfluente.
Come spiega Noto "con questi numeri il centrodestra non va sotto il campo largo in nessuno dei casi e, anche nella peggiore delle ipotesi, avrebbe almeno 20 deputati in più".
Eppure sarebbe sbagliato considerare questa riforma elettorale come realizzata per favorire il centrodestra che, con l'eliminazione dei collegi uninominali, sarà avvantaggiato al sud ma meno al nord bilanciando così l'introduzione del proporzionale con premio di maggioranza.