"La Severino è superabile". Ora Renzi benedice De Luca

Caldoro: "Non si può votare chi non può governare". Ma il premier blinda De Luca e se ne infischia della legge Severino

"La Severino è superabile". Ora Renzi benedice De Luca

"Vincenzo De Luca ha grandi piani se verrà eletto presidente della Campania il 31 maggio". Inizia così un articolo del Financial Times che accusa il voto in Campania di mostrare "i limiti della portata di Renzi" al di fuori di Roma, dove "i politici locali possono ancora appoggiarsi a personaggi sgradevoli e ad una rete di clienti estremamente difficili da smantellare". In realtà, il caso De Luca mostra ancora una volta come la sinistra promuova o affossi la legge a suo uso e consumo. A questo giro tocca alla Severino, grimaldello usato dallo stesso Pd per far fuori Silvio Berlusconi dal Senato. Oggi Matteo Renzi fa spallucce alla decadenza dell'ex sindaco di Salerno e ne benedice la canidatura alla Regione Campania.

A cinque giorni dal voto in Campania, De Luca si trova nell'imbarazzante condizione per cui non sa se, in caso di vittoria, governerà la Regione o meno. Per Renzi, però, va bene così. Tanto che ha definito la Severino "un problema superabile" confermando così che "chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare". Anche il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha assicurato che non ci sarà alcun caos istituzionale: "De Luca non si sta candidando contro la legge, altrimenti sarebbe stato giudicato incandidabile". De Luca, invece, cerca di sviare il discorso e tirare dritto: "Rimaniamo sui problemi dei cittadini e prepariamoci a far rinascere la Regione dell’immobilismo e dei 400 consulenti inutili". Ma il problema resta. L’orientamento della Cassazione, già emerso prima della camera di consiglio, sarebbe ampiamente maggioritario per attribuire al giudice ordinario, e non al Tar, la competenza ad applicare la legge Severino ai politici condannati. Entro venerdì le Sezioni unite civili stabiliranno chi ha la competenza di decidere il "destino" dei politici condannati e incappati nell’esilio forzato dagli incarichi elettivi per effetto della legge Severino. E tra questi c'è appunto De Luca. Che assicura: "Se la Cassazione stabilisce che la competenza è del tribunale ordinario, piuttosto che del Tar, per noi non cambia assolutamente nulla".

"Siamo in pieno caos istituzionale". A fronte della decisione della Cassazione, Stefano Caldoro, governatore uscente della Regione Campania, ha lanciato un netto appello agli elettori: "Non possiamo votare un candidato che dal giorno dopo non può fare il presidente". Un appello, ha spiegato, "a rispettare la legge". "C’è un candidato presidente che sicuramente, il giorno dopo, non può fare il presidente della Regione e quindi crea un vuoto di potere gravissimo - ha concluso Caldoro - una situazione ai limiti della tenuta istituzionale".

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