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Dalla sezione a Palazzo Chigi: così la Meloni ha ribaltato tutti i pronostici

La lunga militanza di Giorgia Meloni, dalla sezione missina della Garbatella a Palazzo Chigi: così ha conquistato la leadership

Dalla sezione a Palazzo Chigi: così la Meloni ha ribaltato tutti i pronostici

"Provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti". Ci tiene a sottolinearlo Giorgia Meloni, prima donna italiana a parlare in veste di premier alla Camera dei deputati. E per rimarcare di essere una che ce l’ha fatta con le proprie forze e contro tutte le previsioni usa un termine anglosassone: underdog. Un termine preso in prestito dal lessico sportivo che definisce così un atleta o una squadra sfavoriti che poi riescono a ribaltare la situazione a loro favore e ad affermarsi, contro tutti i pronostici.

Stravolgere i pronostici. Un’impresa che Giorgia Meloni ha già compiuto portando il suo partito dal 2 per cento al governo della nazione in meno di dieci anni. E nella quale vuole cimentarsi ancora da premier traghettando il Paese (per usare la metafora della nave) fuori da una delle crisi più gravi dal secondo dopoguerra. Chissà se immaginava che un giorno avrebbe scritto la storia diventando la prima donna premier della Repubblica, quando da ragazzina indignata per l’omicidio di Paolo Borsellino bussò alla porta della sezione del Fronte della Gioventù della Garbatella dando inizio alla sua carriera politica.

Una carriera che parte con l’impegno nelle scuole con il coordinamento degli "Antenati" e la nomina nel 1996 alla guida di Azione Studentesca, movimento giovanile di An. Per lei arrivano subito gli incarichi istituzionali: a 21 anni diventa consigliere della Provincia di Roma. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani e nel 2006 approda giovanissima in Parlamento. Non ha neppure trent’anni ma si conquista con studio e dedizione il posto di vicepresidente della Camera. Due anni più tardi diventa il ministro più giovane della storia repubblicana, quando Silvio Berlusconi la sceglie per guidare il dicastero della Gioventù.

La rottura tra il Cav e Gianfranco Fini segna uno spartiacque. Lei decide di non seguire il suo mentore e fonda Fratelli d’Italia insieme ad Ignazio La Russa e Guido Crosetto, anche in polemica con il rifiuto di svolgere primarie aperte all’interno del Pdl. Per molti la nuova formazione non ha futuro. Alle politiche del 2013 ottiene appena il 2 per cento e alle Europee dell’anno successivo non riesce neppure a superare lo sbarramento. Ma l’underdog della politica italiana, come ha voluto definirsi, riesce a ribaltare le previsioni nefaste. Nel 2018 il partito raddoppia i consensi e grazie al mantenimento di una linea identitaria e coerente (FdI non entra a far parte del governo giallo-verde, né di quello di unità nazionale a guida Draghi rivendicando la propria diversità) guadagna terreno sugli alleati.

L’anno dopo arrivano i primi governatori, in Abruzzo e nelle Marche, e FdI supera Forza Italia. Giorgia Meloni è sempre più protagonista. Il suo "Io sono Giorgia" pronunciato alla manifestazione del centrodestra a piazza San Giovanni diventerà un tormentone (e pure il titolo del suo libro autobiografico). Cresce il gradimento nei suoi confronti e proprio sull’onda della popolarità arriva l’affermazione sul piano internazionale. Unica donna leader di un partito italiano, diventa presidente del partito europeo dei Conservatori e Riformisti (Ecr). Le successive mosse politiche sono tutte azzeccate: opposizione responsabile, non urlata (o meglio, urlata quanto basta), con la stella polare fissata nella tutela dell’interesse nazionale.

Gli italiani se ne accorgono e premiano Giorgia, l'ex ragazza della Garbatella che piace innanzitutto perché è vera, credibile. E poi, è un dato di fatto, perché è l’unica a non aver rivestito incarichi di governo nell’ultima legislatura. Vince di netto il duello mediatico con il segretario dem Enrico Letta in campagna elettorale e porta il partito a trionfare con il 26 per cento. Tutto il resto è storia.

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