La sfida di Meloni a Salvini: scegli il nome da votare nella rosa del centrodestra

"La soluzione è vicina". Matteo Salvini semina ottimismo quando gli viene chiesto un parere sull'andamento delle trattative

La sfida di Meloni a Salvini: scegli il nome da votare nella rosa del centrodestra

«La soluzione è vicina». Matteo Salvini semina ottimismo quando gli viene chiesto un parere sull'andamento delle trattative. Di certo il leader della Lega non si risparmia e continua in maniera incessante fino a tarda sera la sua offensiva del dialogo alla ricerca di una quadra ancora difficile da individuare. Si tireranno le somme questa mattina in un nuovo vertice di coalizione.

La giornata del centrodestra inizia con una divisione sulla tattica da seguire. Il dilemma è semplice: contarsi o non contarsi? Scatta così un primo braccio di ferro interno al centrodestra. Fratelli d'Italia, all'indomani della presentazione della rosa composta da Carlo Nordio, Marcello Pera e Letizia Moratti, vuole iniziare a verificarne la tenuta. «Bisogna dimostrare la forza del centrodestra per poter essere attrattivi», è il ragionamento che viene fatto. Forza Italia e Lega preferiscono però una strategia più attendista per far maturare le giuste condizioni. Il partito di Giorgia Meloni decide allora di inviare un segnale.

Inizialmente si valuta di non partecipare alla prima chiama, poi di puntare su Guido Crosetto, figura stimata che alla prova del voto ottiene quasi il doppio dei voti di Fdi, 114. «Il risultato della candidatura di bandiera di Crosetto dimostra la potenziale attrattività che avrebbe un candidato unitario del centrodestra. A Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati».

Il tempo della scheda bianca sta comunque per scadere. Nelle due votazioni di oggi quando il quorum scenderà a 505 voti e ci si inizierà a contare si sceglierà un nome all'interno di una rosa forse allargata ad altri nomi. Salvini, infatti, non esclude di presentare altri petali per allargare la rosa e continuare il dialogo con il resto dell'arco parlamentare. «Stiamo lavorando - spiega - per provare ad offrire al Parlamento e al Paese la scelta che chi ha la maggioranza ha il diritto di esprimere. Ovviamente non posso permettere che il centrodestra, il Parlamento e soprattutto il Paese rimangano per giorni e giorni ostaggio dei no e dei veti della sinistra. Noi abbiamo fatto nomi di altissimo profilo e altri ne faremo».

In questo senso c'è un giallo rispetto a un incontro - rivelato dal Foglio - che il leader della Lega avrebbe avuto nel pomeriggio con Sabino Cassese, nella casa dei Parioli del giurista. Un summit a sorpresa, smentito da fonti leghiste mentre Forza Italia e l'Udc valutano se inserire il nome di Pier Ferdinando Casini tra i quirinabili.

Dentro il Carroccio resiste invece, almeno per il momento, il rifiuto della carta Draghi. Ma uno spiraglio potrebbe esserci. Secondo alcune voci Salvini potrebbe accettare Draghi soltanto se questo aprisse la strada a un governo a guida centrodestra, con una figura moderata di Forza Italia come presidente del Consiglio. Ipotesi pressoché impossibile visto che difficilmente un governo di unità nazionale, a un anno dal voto, potrebbe nascere con un premier politico.

Forza Italia, invece, pur nei giorni concitati della grande trattativa si stringe attorno a Silvio Berlusconi. Al San Raffaele lo vanno a trovare Antonio Tajani e Licia Ronzulli, oltre alla figlia Marina e a Marcello Dell'Utri. «È il leader del partito, deve essere aggiornato in tempo reale» dice Licia Ronzulli ai cronisti. «La guida è lui, la linea la dà a lui, mi sembra doveroso essere qui. Il presidente sta bene, è al telefono, lavora. Sono ore decisive ed è in forma».

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