"Sfogliati come un carciofo...": ora è psicodramma a 5Stelle

Ancora aria di tempesta nel Movimento 5Stelle, stavolta a causa della riforma della giustizia. E c'è chi si domanda se abbia senso restare nel governo

"Sfogliati come un carciofo...": ora è psicodramma a 5Stelle

Dopo l'approvazione della riforma della giustizia avanzata dall'attuale guardasigilli Marta Cartabia, si è scatenata un'autentica bufera – tanto per cambiare – in casa 5Stelle.

Il Cdm di ieri si è conlcuso con il via libera alla proposta del ministro della Giustizia, cosa che ha inevitabilmente dato un colpo di spugna a quanto fatto dall'ex titolare del dicastero, il pentastellato Alfonso Bonafede. Un nuovo smacco per i grillini, specialmente per quanto riguarda il delicato tema della prescrizione. Ancora una volta il gruppo si è spaccato: da una parte i rigoristi, decisi a tener fede ai pochi principi rimasti, dall'altra i mediatori, decisi a rimanere al fianco del governo.

Alla fine il secco monito del premier Mario Draghi ha riportato tutti all'ordine:"Chiedo lealtà, mi appello al vostro senso di responsabilità. Questa riforma è legata al Pnrr, è fondamentale e io voglio una maggioranza compatta e responsabile". La riforma è passata, e sono subito iniziati i mal di pancia. Difficile per il Movimento accettare l’intesa sulla prescrizione, con i due anni per l’appello ed uno per la Corte di Cassazione.

Le reazioni

Il primo a risentirsi è stato proprio Alfonso Bonafede, che ha visto di fatto cancellata la propria riforma. Dalla sua parte si è subito schierato il ministro delle Politiche agricole e collega di partito Stefano Patuanelli.

Furioso ed indignato, l'ex ministro della Giustizia avrebbe già voltato le spalle a Beppe Grillo ed a Luigi Di Maio."Nell’unanimità improvvisata di ieri che ha visto tutti insieme a tutti, si è inevitabilmente e oggettivamente annacquata una battaglia durata dieci anni", è stato il commento di Bonafede. "La norma votata ieri, a mio modesto parere, rischia di trasformarsi in una falcidia processuale che produce isole di impunità e che, comunque, allungherà i tempi dei processi". Alfonso Bonafede sarebbe dunque finito tra le braccia di Giuseppe Conte, che nel dibattito ha preso le sue parti.

"Sfogliati come un carciofo"

Intanto, secondo quanto riferito da LaPresse, domenica pomeriggio si terrà un'assemblea del Movimento 5Stelle per discutere sul tema. La riunione avverà in videoconferenza su Zoom. Tante le anime scontente che hanno già dichiarato di pensarla come Bonafede.

"Ho difeso la scelta difficile di essere nel governo Draghi consapevole che ingoiare il rospo era anche funzionale a difendere quello che avevamo ottenuto con diversi provvedimenti nei precedenti governi ed essere anche attenti vigilanti", ha dichiarato il senatore Gianluca Castaldi, come riportato da AdnKronos. "Ieri, al contrario, il M5S si è fatto sfogliare, per la ennesima volta con il governo Draghi come un carciofo. Per me la goccia che fa traboccare il vaso", ha aggiunto. E ancora: "Si è accettato quello che la maggioranza dei gruppi parlamentari non avrebbe mai voluto accettare. Se stare in questo governo, con la rappresentanza parlamentare più ampia (frutto del 33% delle elezioni del 2018) significa essere scarsamente incidenti e politicamente ininfluenti, io credo che una riflessione vada aperta". Sfogandosi su Facebook, Castaldi si è poi chiesto che fine abbiano fatto i valori grillini. Domanda che sono in molti a porsi, in realtà. "Certi atteggiamenti come quelli di ieri mi hanno fatto maturare la decisione di non sentirmi obbligato a difendere tutto e tutti: nelle decisioni di merito e nei comportamenti soggettivi", ha concluso.

Deluso anche il senatore M5S Alberto Airola, che ha garantito il proprio sostegno a Bonafede. "Ieri alla Camera si è consumato un gesto, incomprensibile e probabilmente inaccettabile", ha affermato. "Ora la questione è molto semplice: Draghi ha ignorato quasi tutti i punti dell'accordo di governo con noi, manca solo abrogare il Reddito di cittadinanza, motivo per cui non vedo ragioni per continuare a sostenerlo. Punto".

"Sulla riforma della giustizia penale si sta tornando ad un livello precedente all'arrivo del M5S al governo nel 2018. Stanno approfittando della nostra attuale debolezza interna", ha commentato anche Danilo Toninelli. "È giusto che i cittadini sappiano che nel Consiglio dei ministri di ieri è stato presentato un emendamento governativo al testo Bonafede sulla giustizia penale, con modifiche che vanno ben oltre l'accordo precedentemente raggiunto con il Partito democratico e Liberi e Uguali". Toninelli ha definito come "peggiorative" le modifiche apportate con la nuova riforma.

"A febbraio abbiamo detto che saremmo entrati in un governo di tutti per difendere le nostre conquiste, com'è che in questo caso abbiamo giocato al ribasso?", si è invece domandata la vicepresidente della Camera e rappresentante grillina Maria Edera Spadoni. "Per quanto mi riguarda, penso che la legge anticorruzione non dovesse essere toccata, punto. Lo abbiamo detto in mille occasioni, lo abbiamo messo come punto fermo. Se la prospettiva cambia, dobbiamo seriamente confrontarci sul nostro futuro, su quello che vogliamo essere e soprattutto dove vogliamo andare", ha concluso.

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