Svolta delle procedure di sfratto in Italia. Il Consiglio dei ministri ha approvato una bozza del nuovo disegno di legge sugli sgomberi che introduce strumenti pensati per rendere più rapida ed efficace la liberazione degli immobili. Un intervento che incide in modo significativo sul codice di procedura civile e che punta a rispondere a una grave criticità segnalate dai proprietari di case: i tempi lunghi per rientrare in possesso delle proprie abitazioni.
Tra le novità principali spicca l'introduzione dell'"ingiunzione di rilascio per finita locazione": una nuova procedura che è destinata a sostituire la tradizionale convalida di sfratto per fine locazione. E consente di rivolgersi al giudice anche prima della scadenza del contratto, chiedendo un provvedimento che diventerà efficace al momento della cessazione del rapporto.
Il giudice, in questo caso, dovrà pronunciarsi entro un termine molto breve: 15 giorni dal deposito del ricorso. Se la domanda viene accolta, l'ordine di rilascio diventa immediatamente operativo alla scadenza del contratto, senza ulteriori dilazioni. Qualora invece il contratto sia già scaduto, il giudice fisserà un termine per la liberazione dell'immobile compreso tra 30 e 60 giorni.
La nuova procedura non riguarda soltanto le locazioni abitative o commerciali. Viene infatti estesa anche ad altre tipologie di rapporti: il comodato, l'affitto d'azienda e alcune forme di contratti agricoli.
Un altro elemento rilevante è rappresentato dall'introduzione di una penalità economica per il ritardo nel rilascio dell'immobile. Su richiesta del proprietario, il giudice potrà stabilire una somma pari all'1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo.
Il disegno di legge interviene anche sulle occupazioni abusive. In questi casi, sarà possibile procedere all'esecuzione forzata non solo sulla base di una sentenza, ma anche tramite atti notarili trascritti che attestino la proprietà o altri diritti reali sull'immobile. Questa possibilità sarà però limitata alle situazioni in cui l'occupazione è avvenuta senza alcun titolo. Restano esclusi i casi più complessi, nei quali esisteva un titolo valido successivamente annullato. Importanti modifiche riguardano poi la disciplina della morosità: il numero di volte in cui l'inquilino può sanare il debito durante il procedimento giudiziario viene ridotto da 3 a 2 nell'arco di quattro anni. Vengono accorciati anche i termini concessi dal giudice per regolarizzare la posizione: il periodo massimo passa da 90 a 45 giorni nei casi di comprovata difficoltà economica. Allo stesso modo, il cosiddetto termine di grazia viene dimezzato da 120 a 60 giorni.
Il disegno di legge si inserisce in una strategia più ampia volta a rendere il mercato delle locazioni più efficiente. Tempi più certi e rapidi potrebbero contribuire anche a una maggiore offerta di abitazioni in affitto e, di conseguenza, a una possibile riduzione dei canoni. Resta ora da vedere come il testo evolverà durante l'iter parlamentare. Non si escludono modifiche e integrazioni.
Il provvedimento, comunque, segna già un cambio di passo. "Rendere certi e rapidi i tempi degli sfratti vuol dire restituire fiducia ai proprietari e, di conseguenza, ampliare la disponibilità di case in affitto e favorire una riduzione dei canoni.
Il disegno di legge del Governo si muove in questa direzione, recependo anche alcune proposte tecniche della Confedilizia, e l'iter parlamentare offrirà l'occasione per migliorare ulteriormente il testo", commenta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. "Si tratta di una novità rilevante, che segna finalmente il prevalere del buon senso sulla demagogia".