La strana coppia Renzi-Casalino tiene a galla il campo largo alle celebrazioni per i 250 anni della festa dell'Indipendenza a Villa Taverna a Roma. La sinistra diserta il tradizionale party organizzato dall'ambasciatore Usa in Italia Tilman Fertitta. Le tensioni tra Italia e Stati Uniti si ripercuotono anche sulla coalizione dei progressisti. L'effetto Trump spacca le opposizioni. I leader del campo largo rispolverano lo slogan anti-Usa. Elly Schlein, Angelo Bonelli, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni non partecipano alla festa a Villa Taverna.
Dal fronte del centrodestra, il governo è al gran completo, con i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. E con la presenza per Fratelli d'Italia di Arianna Meloni, sorella della premier. Della sinistra si intravede solo qualche peones in fila al buffet in cerca dei buonissimi hamburger americani. Tra i fumi del barbecue a metà serata spunta Francesco Boccia, presidente del gruppo dem al Senato. L'altro nome di peso tra i piddini è quello è il responsabile economico dei dem Marco Misiani. A rappresentare il campo largo c'è Matteo Renzi che spara però contro Meloni: "Non faccio l'agenda della presidente del Consiglio, credo che Giorgia Meloni abbia sbagliato, profondamente sbagliato a immaginarsi come ponte con Trump perché il suo rapporto personale con Trump non ha funzionato come del resto abbastanza difficile che funzionasse con chiunque. Per Trump, Meloni ha posizionato l'Italia dalla parte sbagliata, cioè ha posizionato l'Italia dalla parte di quelli che in qualche modo vanno alla Casa Bianca come ha fatto Tajani col cappellino" dice l'ex rottamatore. Che sui guai interni glissa. Dei cinque stelle l'unico che si vede è Rocco Casalino, accompagnato per l'occasione dalla mamma. L'ex portavoce spiega: "Conte non verrà, è a Napoli". È lui a dare materiale ai giornalisti facendo il punto sullo stato di salute del campo largo: Conte vincerà le primarie, io ci credo. Altrimenti non si spiega la campagna stampa dei giornali di destra contro Conte. Non si è mai visto nulla di genere". Per Casalino c'è una sola spiegazione: "Meloni vede Conte come il pericolo numero uno". Poi spuntano alcune vecchie conoscenze del passato grillino come l'ex ministro Federico D'Incà. Sulle relazioni Italia-Trump non si sbilancia. E non sembra tema che interessi manco ai pochi parlamentari dem presenti. Si vede Andrea Casu, deputato Pd alla prima legislatura. La mossa dei leader (Fratoianni, Schlein, Conte) di disertare l'evento americano si inserisce nella strategia di posizionare la coalizione sempre più a sinistra. Piazzando al centro del campo la bandiera anti-Usa.
Tra i banchetti del buffet, tra patatine e hot
dog, si rivede qualche vecchia gloria della sinistra come Marco Minniti. Molto nutrita la pattuglia leghista, tra i primi ad arrivare a Villa Taverna come il capogruppo Riccardo Molinari, Gianpiero Zinzi e Luca Toccalini.