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La sinistra scivola sul salario minimo "incostituzionale". Il governo: "Creati 1,2 milioni di posti, circa mille al giorno"

La Consulta boccia la legge della rossa Toscana. Fazzolari dopo il decreto sullo stipendio giusto: "Record di nuovi contratti a tempo indeterminato"

La sinistra scivola sul salario minimo "incostituzionale". Il governo: "Creati 1,2 milioni di posti, circa mille al giorno"
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Il governo "disarma" la sinistra sul lavoro. È un primo maggio nero, al netto di insulti e cabaret in stile Montanari, per Schlein, Landini e Fratoianni. L'esecutivo di centrodestra porta a casa il decreto sul salario giusto e mette sul tavolo 1,2 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato in più, certificati in 1.288 giorni di Meloni. Numeri che smontano in un istante la narrazione del campo largo.

Però contro Schlein, Fratoianni e Landini si abbatte anche la tempesta che arriva dalla Consulta che boccia la legge della Regione Toscana sul salario minimo, cavallo di battaglia del centro-sinistra. E soprattutto unico punto su cui le forze del campo largo sono d'accordo nel programma elettorale. Peggio non poteva andare. La cattiva notizia, per la sinistra, giunge dalla Corte costituzionale: i giudici dichiarano illegittima la legge della Regione Toscana guidata dal dem Eugenio Giani che prevede l'introduzione di un salario minimo nei contratti di appalto pubblici di enti ed aziende sanitarie col criterio premiale di una soglia non inferiore a 9 euro l'ora. Accogliendo il ricorso della presidenza del consiglio per violazione delle competenze legislative la Consulta definisce la misura in contrasto con la Costituzione perché rischia di determinare una restrizione del mercato incidendo quindi sulla scelta degli operatori, in particolare in quegli affidamenti dove c'è maggiore intensità di manodopera.

La buona notizia, per gli italiani, arriva dalle parole di Giovanbattista Fazzolari (nella foto scontornata), sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al programma: "Quasi 1,2 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato in più in 1.288 giorni di Governo Meloni. Poco meno di 1.000 posti di lavoro stabili in più ogni giorno. Questi sono i risultati concreti per l'Italia grazie a un Governo serio e stabile" dice il braccio destro della premier.

Numeri che si sposano con un altro record: la squadra di governo di Meloni diventa la seconda più longeva della Repubblica. La sinistra senza cartucce da sparare si lancia negli attacchi contro il decreto sul salario giusto, altro provvedimento licenziato dall'esecutivo che dà impulso e tutele al mercato del lavoro. Il leader Avs Nicola Fratoianni attacca: "Non esiste un salario giusto senza un salario minimo. E infine un altro nodo ancora che riguarda gli stipendi non di chi lavora ed è in condizioni di povertà, coloro a cui è rivolto il salario minimo, ma gli stipendi della grande maggioranza degli italiani che sono fermi da 30 anni con l'inflazione che cresce: serve una proposta coraggiosa, noi l'abbiamo depositata, lo sblocca stipendi". Elly Schlein invita a seguire il modello Sánchez: "In Spagna esiste il vero salario minimo". Landini non si tira indietro: il decreto lavoro "non dà un euro ai lavoratori. Ho trovato singolare che parlano di decreto lavoro per il primo maggio e poi 960 milioni di euro vanno alle imprese; ai lavoratori da domani non cambia nulla, non c'è l'aumento di un euro. Che vantaggio hanno?". Ma nessuno, a sinistra, sembra aver letto il decreto sul salario giusto che introduce retribuzioni più alte del famoso salario minimo proposto dal Pd. Il corposo decreto stanzia 964 milioni di euro tra il 2026 e il 2028, in parte finanziati con fondi europei. Le risorse serviranno soprattutto a rifinanziare incentivi già esistenti per le imprese: sgravi contributivi per assumere giovani under 35, lavoratrici svantaggiate, personale nella Zona economica speciale del Mezzogiorno e per trasformare contratti a termine in rapporti stabili. La novità è che questi benefici saranno riconosciuti solo alle aziende che applicano un trattamento economico considerato "giusto".

Ma il decreto non fissa una soglia minima oraria sotto la quale non si possa scendere.

Affida invece alla contrattazione collettiva il compito di definire il salario adeguato, richiamando l'articolo 36 della Costituzione. Infine, per le aziende che continueranno a utilizzare contratti pirati gli incentivi saranno revocati.

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