Sondaggi, la Lega è il primo partito. E stacca ancora i 5 Stelle

La Lega si conferma al 31%, i Cinque Stelle fermi al 25%. E il centrodestra unito è ormai al 44%

Sondaggi, la Lega è il primo partito. E stacca ancora i 5 Stelle

La Lega si conferma il primo partito d'Italia: se si andasse a votare oggi il Carroccio conquisterebbe infatti oltre il 31% delle preferenze. Voti che sembra aver rosicchiato soprattutto al Movimento 5 Stelle, che è calato al 25,5% (contro il 32,7 ottenuto alle elezioni del 4 marzo).

Lo rivela la "Supermedia" di Youtrend per Agi che mette insieme i dati di tutti i sondaggi usciti nelle ultime due settimane. E che vedono il partito di Matteo Salvini in crescita (+1,2% in una settimna per l'istituto Tecnè, +2,6% in un mese per Euromedia). Sostanzialmente stabile l'alleato di governo: nell'ultima settimana perde l'1,1% secondo Swg ma guadagna lo 0,7% per Emg, mentre per Euromedia i pentastellati perdono 2,1 punti nell'ultimo mese.

Sembra profilarsi quindi un aumento del gap tra i due partiti di maggioranza con una forbice che oggi supera i 5 punti a favore della Lega. Stesso discorso se si guarda il centrodestra unito: la coalizione vale oggi oltre il 44%, con il Carroccio che non ruba voti né a Forza Italia, né a Fratelli d'Italia. Un dato che rende meno aleatoria l'ipotesi - suggerita da Silvio Berlusconi - di un cambio nella composizione del governo.

Sul fronte dell'opposizione, poi, il Partito democratico è dato in lieve calo sia per l'istituto Piepoli che per Tecnè, mentre il calo sarebbe di quasi un punto (-0,8%) in una settimana per Emg. Colpa anche del caos Primarie, con il ritiro di Marco Minniti e l'ipotesi di una scissione da parte di Matteo Renzi.

L'attuale maggioranza formata da Lega e M5S resta stabilmente sopra al 55%, ma il governo deve ora fare i conti con la manovra economica da riscrivere e con uno scetticismo nei confronti dell'operato di Palazzo Chigi sempre maggiore negli italiani. Ecco quindi che nel sondaggio di Swg mostrato lunedì scorso durante il tg di La7, per la prima volta i giudizi negativi verso la manovra hanno superato quelli positivi. In particolare, aumentano anche secondo l'istituto Emg gli italiani che prendono le parti dell'Unione europea sul rispetto dei vincoli di bilancio: sarebbero oggi il 58% (in aumento di 2 punti in una settimana) contro il 34% (-5%) che invece vede nei moniti di Bruxelles un rischio per la sovranità nazionale.

La disillusione comincia a riguardare anche alcuni tra i principali provvedimenti, quelli considerati "irrinunciabili" dai leader dei due partiti di maggioranza. Secondo un sondaggio di Tecnè, ormai solo una piccola minoranza degli italiani (12%) ritiene che il reddito di cittadinanza potrà essere effettivamente realizzato. Persino tra gli elettori del Movimento 5 Stelle questa visione ottimistica è minoritaria (37%) rispetto a quanti (il 61%) pensano che la proposta-simbolo per eccellenza del M5S verrà attuata in modo diverso da quello annunciato. Tra tutti gli elettori, una quota non indifferente (37%) ritiene che non se ne farà nulla.

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