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Sorelle scomparse, trovato sul sentiero il fermaglio di Sarah. I tre cellulari segreti

C'è la prima traccia del loro passaggio. Perquisizioni in casolari vicino Cassino

Sorelle scomparse, trovato sul sentiero il fermaglio di Sarah. I tre cellulari segreti
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Un fermaglio per i capelli e tre telefonini. Sono le tracce lasciate dalla sorelline scomparse in Abruzzo dieci giorni fa, su cui si stanno concentrando le indagini. Il fermacapelli, rosso con piccoli disegnini, che apparterrebbe a Sarah, la più piccola delle ragazzine, è stato trovato sul sentiero di un bosco vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena in cui vivevano in seguito alla burrascosa separazione dei loro genitori e alla guerra giudiziaria che ne è seguita. È la prima traccia concreta del mistero della loro sparizione e il primo riscontro del loro passaggio nell'area dopo l'allontanamento. I carabinieri, in seguito al ritrovamento, hanno transennato la strada di accesso alla struttura e spostato le ricerche verso le montagne, in particolare in direzione della riserva naturale La Camosciara, nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, aiutati anche da un drone dei vigili del fuoco. Mentre un elicottero continua a sorvolare i boschi circostanti.

Le indagini, invece, si stanno concentrando sui cellulari in uso alle sorelle, di cui finora non si sapeva nulla e che si ipotizza siano stati utilizzati per contattare l'esterno della casa-famiglia e pianificare la fuga. Quella di un complice che le abbia aiutate a sparire dalla circolazione è infatti ormai l'ipotesi prevalente. Due schede telefoniche sarebbero intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre delle ragazze, Valentina D'Acunto: nei tre giorni successivi alla scomparsa hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi da mercoledì hanno smesso di inviare segnali. Per quanto riguarda il terzo apparecchio si sta ancora cercando di individuare l'intestatario.

Resta da capire perché Alisya e Sarah avessero questi cellulari segreti. Sembra che il compagno della mamma abbia riferito che ne era stato dato uno alla più piccola solo per una questione di sicurezza durante gli spostamenti per raggiungere la scuola. Sulla madre ha gettato un'ombra per primo il fidanzatino della più grande delle sorelle, Youssef, che vive e lavora a Villetta Barrea, il quale ha indicato proprio la donna come possibile referente di una fuga che potrebbe essere stata organizzata da parenti o amici del lato materno. Il giovane avrebbe letto lettere in cui la donna diceva alle figlie che le avrebbe portate via "di notte", se necessario anche "con la forza". Le ragazze, a suo dire, dopo essere state prelevate dalla casa-famiglia sarebbero state nascoste in un luogo segreto. Accuse tutte da verificare, che però hanno portato gli investigatori ad effettuare alcune perquisizioni vicino Cassino, dove sono stati perlustrati alcuni casolari di campagna. La Procura di Cassino, dove è radicata la competenza per la causa di separazione tra i genitori delle due ragazze, sta lavorando al fianco di quella di Sulmona, che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore.

La mamma delle sorelline - alla quale è stata recentemente tolta la potestà genitoriale, restituita solo al padre - respinge ogni accusa, continuandosi a dichiarare estranea ai fatti.

"Si punta il dito senza prove", commenta il suo avvocato, Enrico Mastantuono. Accertamenti sono in corso anche sul fidanzato di Alisya per escludere che possa avere avuto un ruolo, anche involontario nella vicenda, magari favorendo i contatti con chi ha organizzato la fuga.

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