Sospetti sul rapimento. Ecco cosa non torna nel giallo della modella

Per i pm la ragazza è vittima di un crimine. Scettici i giornali inglesi: "È uno scherzo"

Sospetti sul rapimento. Ecco cosa non torna  nel giallo della modella

«Alleged kidnapping», presunto rapimento. Così un quotidiano cauto come il Guardian definisce ieri la fosca vicenda di Chloe Alying, la modella inglese che invece per la Procura di Milano è stata vittima di un crimine feroce. Un polacco residente a Birmingham è in carcere a San Vittore da venti giorni con l'accusa di averla attirata in Italia con la promessa di un ingaggio, di averla sequestrata drogandola e chiudendola in una valigia e di averla infine messa all'asta sul web, offrendola per trecentomila dollari al miglior acquirente. Su tutta la vicenda, l'ombra della Morte Nera, gruppo criminale da tempo al centro di molti allarmi delle polizie internazionali, che opera sul darkweb, il lato segreto e impenetrabile di Internet.

Storiaccia raccapricciante, in cui gli stessi inquirenti milanesi ammettono l'esistenza di passaggi ancora non spiegati, ma sorretta - nei suoi elementi principali, a partire dal racconto della ragazza - da una serie di riscontri, tra cui le tracce biologiche trovate dalla Scientifica sui luoghi della prigionia di Chloe. Eppure il Guardian parla di «alleged kidnapping», come a prendere le distanze dal racconto della ventenne. Altri siti britannici sono ancora più apertamente perplessi, in omaggio forse alla tradizione di scetticismo della stampa del Regno Unito. E c'è chi, come il popolare sito Theblemish, tratta con caratteri apertamente sarcastici la vicenda, indicandone una per una le apparenti contraddizioni. E illustrando per soprammercato l'articolo con il selfie scattato e pubblicato dalla povera Chloe dopo il suo arrivo in Italia, in cui appare tanto disinvolta quanto tranquilla. «La storia ha così tante svolte e controsvolte - scrive il sito - da chiedersi se è vera. Speriamo che non salti fuori qualcuno a gridare: scherzetto!»

Tra le inverosimiglianze più vistose, Theblemish cita il ruolo svolto da Lukask Herba, il polacco di Birmingham che avrebbe condotto l'operazione per conto della Morte Nera, e che avrebbe curato sia la vendita sul darkweb che la richiesta di riscatto all'agente della ragazza. A parte il fatto che l'agente di Chloe, quello che l'ha attirata (inconsapevolmente?) nella trappola milanese continua a non avere nome nè cognome, a quanti interlocutori diversi sarebbe stata offerta la modella? «Dove siamo, su eBay?», ironizza il sito. Che si mostra ancora più incredulo sulla motivazione per cui alla fine l'asta sul darkweb non è mai partita: i committenti del polacco avrebbero bloccato l'operazione dopo avere appreso che la ragazza è madre di un bimbo di due anni. «Ehi, Herba, ti sei dimenticato che avevamo chiesto modelle senza figli?» «Ops...». In effetti, che spietati mercanti di esseri umani si facciano scrupoli a commerciare giovani madri è suonato un po' strano anche agli inquirenti milanesi, i cui dubbi sono stati però fugati dalle tracce scientifiche che confermano il racconto di Chloe. Oltremanica, invece, i dubbi persistono: rafforzati dalla personalità di Herba, il polacco, descritto dai vicini di casa come un tipo strambo e solitario che girava con un ratto sulla spalla e che invece racconta a Chloe di avere incassato già quindici milioni di sterline in cinque anni dal traffico di ragazze, e di averne piazzate tre solo nell'ultima settimana. Con questo ritmo, calcola Theblemish, dovrebbe averne vendute 780, guadagnando su ciascuna appena ventimila sterline. Un po' poco, no? E poi: uno svitato che gira con un topo è l'agente operativo ideale per un network terribile come la Morte Nera? Ammesso che esista davvero, dettaglio di cui molti dubitano.

E allora? I siti inglesi non parlano esplicitamente di messa in scena. Ma rimarcano con un filo di sarcasmo che la ragazza è stata protagonista di un altro episodio drammatico, quando in Francia si trovò a due passi da un attacco terroristico, e si precipitò a rendere nota la vicenda attraverso il suo press agent. Quale potrebbe essere il movente? «Ayling ha adesso più visibilità di quanta probabilmente ne avrebbe mai avuta se non fosse stata ficcata in una valigia e avviata verso il Medio Oriente. Questa è la cosa migliore che poteva accadere alla sua carriera di modella».

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