Sottosegretari, maxi squadra per l'Economia

L'ipotesi di 5 poltrone al Mef. Nuovo rinvio per lo scontro interno ai democratici

Lo scontro nel Pd fa slittare la nomina dei sottosegretari. Il presidente del Consiglio Mario Draghi concede ancora tempo a Nicola Zingaretti per trovare la quadra. Lega, FI e M5S sono pronti. Due i nodi da sciogliere: la quota Draghi e la grana donne in casa dem. Sul primo punto, il capo dell'esecutivo dovrebbe riservarsi la nomina di almeno due sottosegretari. Mantenendo per ora la delega ai Servizi segreti che l'ex premier Giuseppe Conte ha affidato a Pietro Benassi. La fumata bianca potrebbe arrivare nella giornata di giovedì, dopo la direzione nazionale dei dem che dovrebbe sbrogliare la matassa sui nomi. Lo schema sul mosaico dei sottosegretari, aggiornato a ieri, è pronto: 11 posti per il M5S, 8 al Pd e Lega, 7 a Forza Italia, 2 a Italia Viva e uno a testa a Leu, Maie, + Europa e Autonomie e centristi. Prima novità la nomina di 5 sottosegretari al Mef. Con l'esecutivo Conte le poltrone erano 4: due viceministri e due sottosegretari. Al Ministero dell'Economia, guidato da Daniele Franco, per i pentastellati è in pole la riconferma dell'ex viceministro Laura Castelli; uno al Pd dove si prefigura un'altra riconferma con l'ex viceministro Antonio Misiani o in alternativa la new entry Marianna Madia; un posto alla Lega (si parla di Massimo Bitonci); per Forza Italia è in corsa Gilberto Pichetto Fratin ed un ultimo posto conteso tra Leu e Iv. A Forza Italia spetterebbero 7-8 posti, 5 al Senato e 2-3 alla Camera, compreso il rappresentante dell'Udc: Fi avrebbe proposto il già citato Pichetto Fratin (Economia), Maria Rizzotti (Salute), Giuseppe Moles (Difesa o Interno); Francesco Battistoni, vicino ad Antonio Tajani e attuale coordinatore regionale nelle Marche (Agricoltura); Alessandra Gallone (Ambiente); Andrea Paroli e Dario Damiani. In corsa per gli Esteri il deputato Valentino Valentini. Per via Arenula, ad affiancare la tecnica Marta Cartabia, è favorito il deputato Francesco Paolo Sisto, responsabile giustizia azzurro. Per lo Sport si fa sempre il nome dello schermidore olimpico, Marco Marin. Per i centristi, in ballo i due senatori Antonio Saccone (ai Trasporti) e Paola Binetti (Famiglia). Corre per una poltrona di sottosegretario anche Cambiamo!, il movimento fondato da Giovanni Toti. In casa Lega Salvini mette sul tavolo di Draghi una rosa di nomi: Stefano Candiani (Interni o Agricoltura), Lucia Borgonzoni o Luca Coletto (Salute), Giulia Buongiorno (Giustizia o Pubblica amministrazione), Nicola Molteni (Interni o Economia). Il Pd è alle prese con le quote rosa: Alessia Morani (Sviluppo economico), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), la già citata Madia (Economia o Pubblica amministrazione), Marina Sereni (Esteri), Anna Ascani (Scuola), Susanna Cenni (Agricoltura), Chiara Braga (Agricoltura). Due uomini: Antonio Misiani e uno tra Gian Paolo Manzella, Andrea Martella e Roberto Morassut. In attesa del ripescaggio Enzo Amendola, ex ministro per gli Affari europei. Giochi quasi fatti nel partito di Matteo Renzi: Lucia Annibali o Roberto Giachetti (Giustizia), Daniele Sbrollini (Sport). Nei Cinque stelle dovrebbe spuntarla l'ex ministro Vincenzo Spadafora. Tra i papabili Luca Carabetta (Transizione ecologica), Gilda Sportiello (Sud), Luigi Gallo (Scuola).

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 23/02/2021 - 18:33

Un governo politicamente confuso, che pensa a tirare avanti per salvare la faccia e singoli interessi più che quelli del Popolo, sempre più sofferente.