Spiagge "sterili" e tavoli dimezzati: regole impossibili per la ripartenza

Le linee guida pubblicate dall'Inail sono un dedalo di prescrizioni difficilmente realizzabili. La protesta delle imprese del turismo: "Così non è sostenibile, gravi danni a tutto il settore"

Spiagge "sterili" e tavoli dimezzati: regole impossibili per la ripartenza

Le ripartenze impossibili. Perfette per le riviste scientifiche, lontanissime dalla realtà. Complicate e antieconomiche. L'Inail pubblica sul suo sito le linee guida per far girare la chiavetta di bar, ristoranti, stabilimenti balneari e fatalmente scattano le proteste. In effetti, a leggere le ricette, chi va fuori a mangiare o parte per le vacanze partecipa senza saperlo ad una gara a ostacoli fra distanze minime, gel & mascherine, sanificazioni a raffica. Una fatica che spegne l'entusiasmo e taglia le gambe agli esercenti. «Linee guida insostenibili, gravi danni», è la protesta delle imporese di settore. Insomma, meditate le dotte pagine degli esperti, qualcuno sta seriamente pensando di andare avanti con il lockdown. Perché a queste condizioni potrebbe purtroppo convenire stare chiusi.

BAR E RISTORANTI

La misura fondamentale è lo spazio richiesto per ciascun cliente: quattro metri quadri. Un lusso per molti locali. I tavoli devono stare a due metri almeno l'uno dall'altro: dunque un intero comparto rischia di affondare nel rispetto scrupoloso delle norme antivirus. Poi c'è, come chiamarlo?, tutto il contorno di prescrizioni prima di affrontare un pranzo o una cena: si arriva in mascherina e solo su prenotazione, per evitare assembramenti, e si viene accolti da personale pure in mascherina che accompagnerà la triste compagnia al tavolo. Qui altra sorpresa: il vecchio menu cartaceo sarà carta straccia e verrà sostituito da lavagne e app. Fra una ordinazione, una passata di gel e una corsa ai bagni, di nuovo in mascherina, il pasto rischierà di trasformarsi in un rito purificatorio e qualcuno penserà di essere finito in infermeria, ma pazienza. Ci si abitua a tutto, ma non si possono buttare alle ortiche i conti: Rispettare lo spazio di 4 metri quadri per cliente significa perdere il 60 per cento dei coperti, protesta Roberto Calugi, direttore generale di Fipe, la federazione che rappresenta 120 mila aziende del settore. Ma ci potrebbe essere una scappatoia per guadagnare qualche posto: l'autocertificazione della famiglia che si comprime. A rendere più amaro il pianto greco ci sono altri due paletti piantati nella feroce campagna di igienizzazione condotta in tandem dall'Inail e dall'Istituto superiore di Sanità: via i buffet, delizia dei nostri occhi e sfogo dei nostri capricci. E poi, in coda, va da sé, pagamenti solo contactless: così la lotta al virus potrebbe assestare un colpo mortale anche al nero che viaggia a cavalcioni del contante.

SPIAGGE

Ordine e disciplina anche in spiaggia. Basta giri e giretti per lo stabilimento balneare. Ciascuno andrà nella sua postazione e tanti saluti. Banditi - e piange il cuore nel dirlo - giochi di gruppo, feste e attività ludiche, chiuse le piscine. Chi vuole si porterà su lettino, pure quello posizionato come si deve, la foto ricordo di qualche gavettone. Ma questo è niente. La nota dolente, tanto per cambiare, é la distanza fra gli ombrelloni: cinque metri da una fila all'altra, 4,5 sulla stessa linea.

La doccia diventa una cabala e il bagnino dovrà limitare al massimo la mitica e talvolta decisiva respirazione bocca a bocca: insomma, se uno é mezzo annegato sono fatti suoi. L'idea è quella di valutare il respiro osservando il torace, ma senza avvicinare il volto a quello della vittima. Tradotto in italiano, chi presta soccorso ci deve pensare due volte prima di ricorrere ai metodi tradizionali. Siamo in bilico, par di capire, fra la farsa e la tragedia, ma è anche vero che lo spirito dell'estate è questo. La distanza di 5 metri é un'indicazione da burocrati, tuona il Presidente di Assobalneari Fabrizio Licordari.

SPIAGGE LIBERE

Altro capitolo scivoloso, perché la sabbia fai da te - gli scogli un minimo isolano - é sempre stata un territorio disordinato e creativo, sancta sanctorum dell'assembramento. I tecnici però non mollano e fanno il loro dovere: ecco spuntare nastri dappertutto per perimetrare, bloccare, distanziare. Per capirci, la spiaggia libera diventa un prolungamento di quella a pagamento.

FIERE

Si scruta l'orizzonte in attesa delle linee guida. Intanto, gli operatori del mondo fieristico propongono il solito kit a base d igiene e buonsenso: termoscanner, mascherine, app per il tracciamento, distanze. Ma intanto spingono per un primo step: si dia il via almeno alle fiere specializzate. Quelle in cui non entra il grande pubblico ma si concludono gli affari.

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