Le "seconde generazioni" di migranti faranno l'Italia del domani. Ne è convinto il Partito democratico di Elly Schlein. L'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando ha radunato a Genova, due giorni fa, una decina di eletti dem di fede musulmana. Insieme a loro, anche personalità legate alle associazioni migratorie e gruppi musicali underground. "Siamo Repubblica", hanno gridato in vista del 2 giugno, lamentandosi di quella parte d'Italia che li sta "bloccando". Al di là della polemica sollevata dall'ex Guardasigilli col Giornale (abbiamo la colpa di segnalare la proliferazione dei candidati musulmani nel Pd), il trait d'union della giornata è stato soprattutto uno: la rivendicazione di spazi. Per l'onorevole Ouidad Bakkali e per gli altri esponenti presenti alla manifestazione, la soluzione è una: lo Ius soli.
Il partito di Elly Schlein, che sulla islamizzazione delle liste tace, è entusiasta dell'iniziativa di Orlando. Un personaggio come Piero Fassino, che negli schematismi del Pd sarebbe un "riformista", ricorda: "Sono sei milioni di cittadini di extracomunitari regolarmente residenti in Italia (i cittadini di origine straniera, che rappresentano il 10% del totale)". Dunque "ha fatto bene Orlando a coinvolgerli nella festa della Repubblica che all'articolo 3 della Costituzione assicura uguali diritti a tutti i cittadini". L'onorevole Chiara Gribaudo, che è invece organica al nuovo corso targato Schlein, incalza: "Le seconde generazioni studiano, lavorano, partecipano alla vita delle nostre città e contribuiscono ogni giorno alla crescita del Paese". Per questo, bisogna "costruire un vero patto di convivenza" e "rafforzare i valori di inclusione e cittadinanza che sono alla base della nostra Repubblica". Anche per la Gribaudo lo Ius soli è un passaggio essenziale. Tornando nel "campo riformista", la musica non cambia ascoltando l'opinione del parlamentare Filippo Sensi. "Francamente non capisco questa campagna del Giornale. Che ci siano candidati di una religione o di un'altra - afferma il deputato del Pd - di una comunità o di un'altra, non solo non mi fa problemi ma mi sembra l'abc di una democrazia". Insomma, per il "campo largo" le "seconde generazioni" saranno cruciali, specialmente per il consenso. E nessuno intravede elementi critici nell'organizzare una manifestazione per il 2 giugno coinvolgendo quasi esclusivamente esponenti del Pd di fede musulmana. "L'Idem network", "Nuovi profili" e le altre sigle organizzatrici del "round table" genovese hanno le idee chiare. "In un tempo in cui qualcuno continua ad alimentare paure e divisioni - scrivono - indicando nelle persone di origine straniera il nemico di turno, è importante ribadire una verità semplice: noi siamo parte di questo Paese. Siamo italiane e italiani. Siamo presente e futuro dell'Italia".
Il consigliere comunale della Lega Paola Bordilli attacca la manifestazione di Simohamed Kaabour, promotore di "Siamo Repubblica" e a sua volta eletto nell'assise genovese.
"Trovo gravissima la scelta di passare la vigilia del 2 giugno con chi non perde occasione per pretendere nuove moschee e cittadinanze facili". E ancora: "Cosa ne pensano Andrea Orlando e tutto il Pd, consigliere Kaabour compreso, della sharia? Cosa ne pensano del velo imposto alle bambine?" La saldatura tra Pd e islam politico resterà un tema di attualità.