«Fate saltare l’appuntamento con Ranucci altrimenti facciamo saltare lui». Pensate essere il fornaio di un piccolo paese nel Vicentino, arrivare nella vostra bottega, vedervi recapitata una lettera recante l’intestazione dell’Agenzia delle Entrate, aprirla e leggere questa frase. Non è un film, ma quanto accaduto a Enego. E ad aver messo mano e penna in questa lettera minatoria non è un pericoloso criminale o un boss mafioso, ma un giovane aspirante giornalista. È questo l’ultimo inquietante tassello che si aggiunge alla storia, sempre più complessa, di Adriano Cappellari, il ventunenne di Enego che, nella notte del 30 maggio scorso, inscenò un finto attentato sotto la porta di casa sua. Dopo aver confessato nei giorni scorsi di essersi inventato le minacce, le lettere e, infine, l’attentato incendiario, Cappellari avrebbe ammesso venerdì, nel corso dell’interrogatorio con la pm Alessia Grenna, di essere anche l’autore di una lettera minatoria contro Sigfrido Ranucci. Il tutto con l’intestazione dell’Agenzia delle Entrate, così da assicurarsi che la lettera venisse aperta e non ignorata. Il sindaco di Enego Marco Frison aveva così provveduto a far annullare l’incontro pubblico con il conduttore di Report, giustificando la scelta con la «necessità di ricostituire un clima di serenità in paese». A riferire questo retroscena è il Giornale di Vicenza. Il nome di Ranucci, oltretutto, non è affatto casuale. È proprio alla porta di Report infatti che Cappellari aveva bussato per portare alla ribalta la vicenda dei circa 40mila euro di fondi ministeriali riconosciuti all’ex sindaco Ivo Boscardin e all’ex vicesindaca Stefania Simi dopo le intimidazioni subite durante il mandato. Ranucci, da abile tessitore di trame televisive, ne aveva ricavato un servizio ad hoc, «gli smemorati», andato in onda nel gennaio 2025, con la presenza dello stesso Cappellari. E proprio Ranucci era stato tra i primi a esprimere solidarietà al giovane cronista dopo l’attentato, rivelatosi poi una messinscena. Se la confessione verrà confermata, però, il punto più delicato della vicenda sarà un altro. Enego è una comunità di appena 1500 abitanti, nella quale negli ultimi anni, casi di intimidazioni ce ne sono stati davvero. Nove casi ufficiali di minacce, segnando un triste record a livello regionale. Il rischio, adesso, è che una storia costruita su minacce inesistenti finisca per togliere credibilità anche a quelle che, un domani, potrebbero essere reali.

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