Lo Stato "seminato" da un'Audi gialla

Rapine e sparatorie, Nordest ostaggio di una gang albanese in fuga su una supercar

Lo Stato "seminato" da un'Audi gialla

Mentre i nostri politici cianciano di temi «fondamentali» come unioni gay, riforma del Senato e riorganizzazione della Rai (tutta roba lontana anni luce dai problemi del Paese reale), in Italia c'è una gang di rapinatori («albanesi» o «nomadi», dice la polizia) che, a bordo di una «potentissima Audi gialla», da cinque giorni miete morte e violenza. L'auto è inarrestabile. I criminali inafferrabili. Da mercoledì scorso le forze dell'ordine continuano a dire di «essere sulle loro tracce», ma poi - alla resa dei conti - i delinquenti in fuga sul bolide dello stesso colore del canarino Titti, restano uccel di bosco. Liberi di svolazzare, come se niente fosse. In gabbia, finora, c'è finita solo la credibilità e l'autorevolezza dello Stato. La riprova? Il comunicato della Questura di Vicenza che appare, al tempo stesso, una dichiarazione di guerra, ma anche specie di resa al nemico, con tanto di bandiera bianca. Quando le forze dell'ordine o la magistratura si «appellano alla collaborazione dei cittadini» non è mai un buon segno. Ma nel caso della «banda dell'Audi gialla», gli inquirenti vicentini ritengono che questo strumento possa riversi utile. E così scrivono pubblicamente: «Si richiede la massima collaborazione ai cittadini al fine di coadiuvare le Forze dell'Ordine segnalando la presenza dell'autovettura Audi RS4, di colore giallo, con targa svizzera parziale TI1231.., rubata lo scorso mese di settembre presso l'aeroporto della Malpensa, che nei giorni scorsi è stata notata più volte in diverse province del nord-est sfuggendo ai controlli di varie pattuglie, in una circostanza dopo che gli occupanti avevano aperto il fuoco contro una gazzella dei carabinieri. Sembrerebbe attribuibile all'autista di tale auto, che viaggia sempre ad altissima velocità raggiungendo anche i 260 km/h, la responsabilità dell'incidente mortale avvenuto la scorsa notte sul passante di Mestre. In caso di avvistamento si prega cortesemente di chiamare i numeri di emergenza 113 o 112. Si raccomanda la massima attenzione al fine di evitare qualunque tipo di azione che possa mettere a repentaglio l'incolumità dei cittadini, considerato che, come detto, l'auto viaggia ad altissima velocità e che gli occupanti sono armati».I malviventi sono ricercati in tutto il Nordest, protagonisti di vari colpi, tentativi di sequestro di persona e sparatorie: sempre intercettati, ma sempre in grado di farla franca. L'inseguimento più «spettacolare», degno del film «Ronin», all'altezza di Arino (Venezia), dove la banda ha trovato la carreggiata occupata da un mezzo spargisale, investito da un camion di passaggio. Ma non è bastato neppure questo imprevisto a scoraggiarli. L'Audi ha invertito il senso di marcia, sfrecciando in contromano e provocando un incidente costato la vita a una signora russa. L'ultimo avvistamento della supercar con dentro i tre stranieri armati e dal grilletto facile, risale a 48 ore fa, nei dintorni di Asolo (Treviso). Erano diretti probabilmente nel Vicentino. La polizia li intercetta sul Carso, vicino a Prosecco (ma qui c'è poco da brindare...); a bordo di una «pantera» gli agenti inseguono l'Audi sportiva che fila più veloce del vento. Sembra un Gran Prix. Solo che qui volano anche i proiettili. Tutto inutile. I malviventi non si arrendono, anzi pigiano sull'acceleratore dando vita a un carosello sulle stradine dell'altipiano. Non si bloccano neppure dopo i colpi esplosi in aria a scopo intimidatorio, anzi: forti dei «cavalli» della loro auto e «con grande abilità di guida riescono a dileguarsi», come recita il verbale della polizia. Una fuga non si sa se verso la Slovenia o se tornando sui propri passi, verso il Veneto, evitando ancora una volta la fitta rete di pattuglie e posti di blocco sull'intero territorio nazionale. Un Paese ostaggio di una banda di criminali. Uno Stato «seminato» (e ridicolizzato) da un'Audi gialla che ora fa quasi più paura di quella vecchia Uno bianca di nefasta memoria. La caccia continua. Vana. Intanto il Palazzo, invece di proteggere i cittadini, discute di unioni omosessuali, riorganizzazione della Rai e riforma del Senato. Gli italiani non capiscono, ma si adeguano. Come sempre.