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Stipendi su del 3,6%, il lavoro riparte

Il Rapporto Inps certifica l'aumento dei salari. Calderone: "La detassazione funziona"

Stipendi su del 3,6%, il lavoro riparte
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Stipendi in crescita, occupazione ai massimi storici, conti dell'Inps in avanzo e un sistema previdenziale che conferma il proprio equilibrio. Il XXV Rapporto annuale Inps fotografa un mercato del lavoro che continua a rafforzarsi e restituisce numeri che confermano il percorso di consolidamento dell'economia italiana. A sostenere questa dinamica contribuiscono anche gli interventi messi in campo dal governo sul fronte fiscale e del lavoro, a partire dalla detassazione dei rinnovi contrattuali e dei premi di produttività.

Il dato più significativo riguarda le retribuzioni. Nel 2025 i 21,045 milioni di dipendenti pubblici e privati, esclusi gli operai agricoli e i lavoratori domestici, hanno percepito una retribuzione media annua effettiva di 27.649 euro, con un aumento del 3,6% rispetto all'anno precedente e del 14,5% rispetto al 2019, pari a un tasso medio annuo del 2,3%. Il rapporto evidenzia inoltre come le retribuzioni nette, grazie agli interventi succedutisi negli ultimi anni su contributi, aliquote, detrazioni e nuove esenzioni fiscali, abbiano registrato una crescita del 19,2% al livello della mediana, sostanzialmente in linea con l'andamento dell'inflazione. Un risultato che interessa anche le fasce retributive più basse.

Positivi anche i numeri della finanza dell'Istituto. Nel 2025 gli impegni si attestano a 554,3 miliardi di euro a fronte di entrate accertate pari a 571,2 miliardi, con un avanzo complessivo di 16,8 miliardi. Un risultato che conferma la solidità della gestione finanziaria dell'Inps e che si accompagna a una riduzione delle uscite correnti.

Anche il mercato del lavoro continua a dare segnali incoraggianti. L'Inps sottolinea che l'occupazione ha ormai superato i livelli precedenti alla pandemia, raggiungendo nuovi massimi storici con oltre 24 milioni di occupati in media annua e un tasso di occupazione del 63%. La crescita è stata trainata soprattutto dal lavoro dipendente a tempo indeterminato, diventato il principale motore dell'espansione occupazionale.

Sui risultati ottenuti insiste il ministro del Lavoro, Marina Calderone, che rilancia le misure del governo a sostegno delle buste paga. "Il nostro impegno è dare continuità alle norme che nella legge di Bilancio del 2026 prevedono la tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali, dei premi di risultato e delle indennità per il lavoro faticoso: abbiamo destinato 2 miliardi di euro per queste voci e il nostro obiettivo è riconfermare questo nostro impegno sulla legge di bilancio 2027 per dare continuità, per far rinnovare i contratti a scadenza, per rinnovare i contratti e migliorare anche le condizioni retributive".

Il ministro rivendica gli effetti concreti della strategia adottata dall'esecutivo. "Aver incentivato i rinnovi contrattuali con una tassazione al 5%, ma soprattutto aver valorizzato anche la contrattazione di secondo livello, quindi la capacità da parte delle aziende di poter costruire un sistema di premialità e di welfare aggiuntivo rispetto ai contratti, dando la possibilità di applicare una tassazione all'1% fino a 5mila euro sta producendo dei risultati. Aumenta il numero dei contratti sottoscritti, aumenta la soglia, cioè il livello medio di premio riconosciuto ai lavoratori: erano circa 1.400-1.500 euro nello scorso anno, adesso siamo a una media di 1.800 euro e questo credo sia frutto della politica di sostegno e di detassazione che il governo ha messo in campo".

Anche il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, evidenzia la solidità dei conti dell'Istituto. "Il sistema è in equilibrio con un bilancio positivo, ma proprio perché il sistema è in equilibrio sappiamo allo stesso tempo quali sono le criticità e le preoccupazioni". Fava ha inoltre sottolineato i progressi registrati sul fronte dell'occupazione femminile: "La questione del divario di genere sta migliorando: abbiamo messo giovani, uomini e donne in cima ai nostri pensieri sin dal primo giorno di mandato".

Tra gli

altri indicatori positivi emerge la forte crescita del Bonus asilo nido. Dal 2017 al 2025 il tasso di utilizzo della misura è passato da circa il 4% a oltre il 35%, segnale di una diffusione sempre più ampia dello strumento.

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