Stop a trasporti e attività. Fontana va in pressing e chiede una cura cinese

Il presidente lombardo incalza il governo. Il veneto Zaia pronto a firmare ordinanze

Una cura cinese per la Lombardia. Il governatore Attilio Fontana chiede al governo un ulteriore giro di vite, modello Wuhan. «Chiudere tutte le attività, fermare i trasporti pubblici e restare tutti in casa».

Lo ha fatto, ieri, dopo un incontro con una delegazione di Pechino guidata dal vicepresidente della Croce Rossa Sun Shuopeng, che si è detto addirittura stupito per le tante libertà (e le poche mascherine) che ha visto in questi giorni in Italia, prima in Veneto e poi in Lombardia. Una quarantena italiana che Shuopeng ha confrontato con le misure adottate dai suoi connazionali della regione di Hubei, epicentro della pandemia cinese.

Così è passato ai fatti, Fontana, dopo l'appello-ultimatum che il giorno prima aveva rivolto direttamente ai cittadini, chiedendo a tutti - per l'ultima volta con «tono educato» - di osservare rigorosamente l'invito a non muoversi più per provare a rallentare il contagio. E ora la Regione Lombardia, la più colpita dall'epidemia di Coronavirus, torna alla carica e si rivolge nuovamente al presidente del Consiglio. Ricomincia il pressing insomma, riprende il discorso dove lo aveva lasciato nove giorni fa: il «Pirellone» vuole che il governo fermi tutto, tutto ciò che non è essenziale, cioè farmaceutica, ovviamente sanità, filiere collegate, agroalimentare e supermercati, e informazione ai cittadini.

«Anche ascoltando quello che ci dicono i nostri ospiti cinesi - ha detto ieri Fontana - credo sia urgente, e lo chiedo al governo, che vengano emanate misure più restrittive». Il confronto diretto coi cinesi ha persuaso la giunta lombarda che la richiesta di un maggior rigore - accolta solo a metà nel decreto governativo - fosse invece la strada da seguire. «Ora non si deve aspettare più nulla - ha aggiunto- Si devono ascoltare le indicazioni di chi ha vissuto questa esperienza e da chi è riuscito a sconfiggere il virus». In serata, la telefonata al presidente del Consiglio per cercare di capire cosa si possa fare nel più breve tempo possibile. Il governatore ha chiesto che si prendano i provvedimenti che sono stati suggeriti. Si sono presentati insieme Fontana e Shuopeng, mostrandosi in grande sintonia. «Anche il vicepresidente della Croce Rossa cinese - ha spiegato il governatore - è stupito di come ci sia ancora troppa gente per strada, di quante persone usino ancora il trasporto pubblico e del fatto che poca gente usa la mascherina. Ci ha anche detto che le misure sono troppo poco rigorose e che se non si cambia approccio il virus continuerà a circolare».

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Commenti

Giorgio5819

Ven, 20/03/2020 - 13:07

Fontana chiede GIUSTAMENTE misure più restrittive.... e la lamorgese annuncia che spargerà clandestini per tutta Italia.... qualcosa non torna.