Le strane priorità dei giallorossi: sì a ius soli e omotransfobia

Le strane priorità dei giallorossi: sì a ius soli e omotransfobia

Omotransfobia, ius soli e ristori. Il menu politico della vigilia pasquale per il Pd prevede una sorpresa, il rilancio tra le priorità del Ddl Zan e dell'acquisizione della cittadinanza per chi è nato sul suolo italiano. La novità nell'uovo farà piacere a buona parte della base dem, attenta al tema dei diritti, ma non è decisamente un ramoscello d'Ulivo in un «governo di tutti» dove entrambi i temi sono e i fatti degli ultimi giorni lo hanno dimostrato estremamente divisivi.

Eppure ieri l'ex ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia su Twitter ha rilanciato il primo tema, con un chiaro avvertimento alla Lega. «Omotransfobia, crimini d'odio, abilismo, misoginia, questi i reati regolati dal ddl Zan. Il senatore Ostellari e la Lega non possono impedire al Parlamento di esprimersi; nomini presto un relatore libero, senza pregiudizi o provocazioni alla Pillon. È inaccettabile tenere in ostaggio la commissione giustizia del Senato». Il riferimento è al supposto ostruzionismo del presidente leghista della commissione, che aveva annullato a fine marzo la riunione dell'ufficio di presidenza che avrebbe dovuto calendarizzare il ddl. E se il deputato dem Bordo aveva spiegato che comunque il Ddl Zan non c'entra con l'agenda di governo ma attiene «alle iniziative parlamentari sulle quali non ci sono vincoli di maggioranza», a rilanciare il tema come centrale proprio per l'esecutivo è arrivata l'europarlamentare Pd Pina Picerno. Ribadendo che «la lotta alle discriminazioni deve rappresentare uno dei cardini dell'azione di governo», senza restare ostaggio «del tatticismo politico della destra più becera». Immediata la sponda del M5s che parla attraverso il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli: «Assurdo pensare che non serva una legge contro l'omotransfobia».

Sempre ieri, il senatore dem Andrea Marcucci, commentando i «colloqui al vertice tra 5 stelle e Partito democratico» ha introdotto un altro tema non esattamente condiviso nella larghissima compagine del governo, lo ius soli, rilanciato proprio dal segretario del partito Enrico Letta a inizio mese. Così, dopo essersi augurato che al centro degli incontri vi siano stati i ristori «per aiutare le imprese a resistere», ha aggiunto: «Spero anche si sia concordata la strategia parlamentare per far approvare lo ius soli, o meglio lo ius culturae. Non abbiamo più bisogno di parole e di slogan, se è una priorità come enunciato dal segretario si deve essere conseguenti». Priorità, ma non per tutti.