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Strappo di Matteo, ora è crisi. Conte lo sfida: voto in Aula

Il leader del Carroccio accelera: "Maggioranza finita Basta insulti dagli alleati, la parola passi agli italiani"

Strappo di Matteo, ora è crisi. Conte lo sfida: voto in Aula

Nel giro di poche ore la crisi è precipitata. Il licenziamento di tre o quattro ministri M5s non basta più a Salvini che pesta sull'acceleratore e corre verso la rottura. Perché un'escalation così rapida? Il capo della Lega si aspettava un cedimento dei grillini alle sue richieste e soprattutto la disponibilità di un passo indietro da parte di Conte, due condizioni che invece non ci sono state. La versione accreditata da fonti leghista invece è che Salvini abbia aspettato un giorno per cortesia istituzionale: voleva lasciare il tempo a Conte di parlarne con Mattarella. Ma ormai a Salvini l'unica mossa possibile restava quella di annunciare la chiusura dell'esperienza di governo. Cosa che il leader leghista fa verso sera, dopo una giornata convulsa e una faccia a faccia di un'ora con il premier a Palazzo Chigi. La nota del ministro dell'Interno non lascia più spazi aperti ai Cinque stelle: «Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di Signor No. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni. L'ho ribadito oggi al presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c'è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli alleati, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di italiani». Nell'incontro a due, Conte ha risposto a Salvini che il governo ha appena ottenuto la fiducia (sul dl Sicurezza) e ha ricordato quanto già detto a luglio («In quest'Aula mi avete dato la fiducia e qui tornerò se dovesse presentarsi l'eventualità di una crisi»), facendo capire che non ci sarebbe stata nessuna crisi lampo con sue dimissioni ma che in caso di rottura nella maggioranza si dovrà seguire il percorso parlamentare: cioè passare attraverso la sfiducia dell'esecutivo da parte della Lega.

In serata è lo stesso Conte, una volta terminato il comizio di Matteo a Pescara, a fornire la propria versione, in un ultimo sussulto d'orgoglio fuori tempo massimo. Annuncia «la crisi parlamentare più trasparente della storia», poi riversa sul vicepremier frecciate nemmeno troppo sfumate: «Non è lui a dettare i tempi della crisi»; «Il governo dei No non era in spiaggia, ma a lavorare»; «Spetterà al senatore Salvini spiegare le ragioni» delle sue scelte; «Agli italiani diremo la verità, senza nasconderci dietro slogan mediatici»; «Mi ha detto che vuole capitalizzare il consenso».

Ma il Capitano vuole andare al «voto il prima possibile» e la «tentazione» è di «correre da soli», senza alleanze con altri partiti, in eventuali «elezioni che si tengano tra fine settembre e inizio ottobre» spiegano all'Agi fonti qualificate. E Salvini correrebbe con la lista «Lega Salvini premier» appunto da candidato premier. Quanto ai grillini, si è ormai completamente «interrotto il rapporto di fiducia» e «c'è la presa d'atto che il governo non può più andare avanti perché non si riescono più a fare le cose».

Uno scenario alternativo al voto, un governo tecnico o indicato dal capo dello Stato, viene respinto dal quartier generale leghista. Il deputato Igor Iezzi assicura: «Non vi preoccupate, Salvini non ci lascerà in mano ad un governo di tecnici pronti a succhiarci il sangue». Sui canali della «Bestia», la macchina della propaganda social della Lega, parte il tam tam «Salvini è il mio premier», «Io mi fido di Matteo», mentre il leader si dirige verso Pescara, tappa del suo tour di comizi agostani. Ormai è già campagna elettorale.

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