Una commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite afferma che Israele ha deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, commettendo genocidio, crimini contro l'umanità e di guerra nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Il rapporto punta il dito sulle presunte torture, le violenze sessuali, gli sfollamenti forzati, la fame e i maltrattamenti di ogni genere subiti dai bambini per mano delle forze di sicurezza israeliane. Questa indagine ha esaminato principalmente le violazioni dei diritti a partire dal 7 ottobre 2023 data in cui il governo israeliano ha risposto con un'offensiva su vasta scala a Gaza agli attacchi perpetrati dal gruppo militante palestinese Hamas in Israele. Il rapporto di 22 pagine è stato presentato durante la sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera. Nel documento si sottolinea anche come l'uccisione e il ferimento di minori sia continuato anche nei mesi successivi alla tregua.
Srinivasan Muralidhar, giurista indiano e presidente della commissione ha spiegato: "Prendendo di mira i bambini, Israele attacca la capacità stessa del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro". Il documento afferma che lo Stato ebraico ha sparato agli organi vitali dei bambini con armi di precisione, come droni quadricotteri e cecchini, e utilizzando armi ad alto impatto in attacchi contro edifici residenziali, scuole e campi profughi sovraffollati. Il rapporto sostiene inoltre che i bambini, in particolare i ragazzi adolescenti, sono stati "arrestati, torturati e maltrattati nelle carceri israeliane".
La commissione denuncia pure il "blocco dei servizi neonatali e di maternità" da parte di Israele, che ha portato a un aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni genitali. Nel documento si sostiene che "la carestia causata dal blocco israeliano" abbia provocato la morte di bambini a Gaza e compromesso la loro salute. Considera infine che la distruzione delle strutture di istruzione nella Striscia, così come in Cisgiordania, abbia minato il loro sviluppo.
Il governo dello Stato ebraico nega tutte queste accuse. "Israele respinge questa farsa diffamatoria", ha replicato la missione israeliana a Ginevra, aggiungendo che "ogni bambino merita protezione" e affermando che il rapporto delle Nazioni Unite ha come obiettivo solo "prendere di mira e diffamare Israele" ignorando "le brutali tattiche di Hamas". Anche il ministero degli Esteri israeliano ha definito il documento "una calunnia" e "un pezzo di propaganda oltraggioso come i precedenti". E ha precisato che è un solo "meccanismo fondamentalmente viziato, il cui scopo è quello di isolare Israele anziché ricercare la verità".
Ha poi chiarito: "Il rapporto ignora completamente i bambini israeliani brutalmente assassinati, rapiti e presi di mira da Hamas, e al contempo ignora il cinico utilizzo da parte di Hamas dei bambini palestinesi come scudi umani e pedine di guerra". Il ministero ha accusato la commissione di non disporre di "alcun meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni". La stessa linea è quella dell'ambasciatore dello Stato ebraico alle Nazioni Unite, Danny Danon: "Questo non è un rapporto.
È un'accusa politica infamante, una moderna accusa del sangue mascherata da documento dell'Onu". E ha infine spiegato: "Invece di occuparsi dei crimini di Hamas, del massacro del 7 ottobre e degli ostaggi la commissione ha scelto ancora una volta di mettere Israele sul banco degli imputati".