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"Sul presepe polemica ridicola"

Il cardinal Bagnasco e l'imam Pallavicini scendono in campo contro le polemiche sul presepe

"Sul presepe polemica ridicola"

Il presepe è sotto attacco e le autorità religiose scendono in campo per difenderlo. "Avere paura del presepe è ridicolo", ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, sottolineando che le polemiche su questo tema "sono questioni quasi ridicole perché chi potrebbe essere disturbato dice che non è assolutamente disturbato e questo è segno di intelligenza e di buon senso". "Aver paura del presepe - ha proseguito il cardinale - è qualcosa che non riesco assolutamente a capire" perchè questo "condensa valori di tenerezza, di pace, di semplicità e, per i credenti, di salvezza". Questi "sono valori universali e non possono disturbare nessuno" e anche "chi viene ad abitare con noi, e da noi, non può assolutamente temere nulla e anzi compiacersi".

Dalle pagine di Avvenire, invece, è l'imam Yahya Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana e direttore del Comitato per il dialogo interreligioso della moschea di Roma, a prendere posizione in sostegno del Natale. "La nascita di Gesù - spiega Pallavicini - è espressamente menzionata nel Corano e rappresenta veramente un mistero e un miracolo che inizia dalla straordinaria purezza di sua madre Maryam, la cui nascita è immacolata anche secondo la tradizione islamica". Per l'imam è paradossale che "il fondamentalismo islamista, oltre a negare il culto dei santi e profanare le loro opere, tombe e moschee, nega persino la festività con la scusa di un puritanesimo che abbiamo già visto in altre epoche storiche".

"In molti Paesi del mondo arabo e asiatico, cittadini cristiani e musulmani - afferma Pallavicini - condividono la sensibilità per dei momenti 'santi' che ogni dottrina insegna e festeggia in modo differente ma che, nel caso della nascita di Gesù, dovrebbe essere un'occasione di rinnovata fratellanza tra cristiani e musulmani anche in Occidente". Secondo l'imam, forse basterebbe tutto questo per sensibilizzare quei dirigenti scolastici che abusano del rispetto delle differenze religiose per dar vita a un "Natale attenuato con l'integrazione di elementi e note di colore che annacquano l'identità autentica di questo evento e avvento storico e spirituale, scambiando così il culto con il 'multiculturalismo' e il valore universale con un artificioso 'universalismo' laicista". Da parte sua il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha ringraziato l'imam "per la chiarezza della sua visione musulmana del Natale, per la delicatezza con cui ci racconta della speciale memoria del Profeta dell'islam che quest'anno coincide con questo stesso tempo, per il rispetto che mostra per la consapevolezza cristiana dell'avvento di Gesù: Parola che si è fatta carne, vero Dio e vero uomo"

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