Super-anticorpi usati come terapia: la nuova scommessa per vincere il virus

Se replicati, utili per i già infetti. Ieri altri 1.851 positivi. L'osservatorio nazionale: ora preoccupano Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia

Di serie A e di serie B. Sono così anche gli anticorpi. Ecco perchè di Covid c'è chi guarisce più facilmente. Per questo oggi uno dei fronti della ricerca si occupa di identificare gli anticorpi più forzuti nel sangue delle persone che dal Covid sono guarite. Il passo successivo è quello di ricrearli in laboratorio e usarli come terapia sotto forma di anticorpi monoclonali. Oggi un gruppo guidato dall'università di Washington, di cui fa parte anche l'ospedale Sacco con l'infettivologo Massimo Galli, ha pubblicato su Science la scoperta di due anticorpi particolarmente muscolosi. Testati sui criceti, hanno messo ko Sars-Cov-2, bloccando la famosa spike (la punta della corona) che il coronavirus usa per legarsi alle cellule umane e il recettore Ace2 che funge da chiavistello di ingresso.

Mentre un solo anticorpo potrebbe non essere sufficiente a neutralizzare il virus, e anzi far sì che si selezionino dei ceppi resistenti, averne a disposizione almeno due può aiutarci ad ammanettare meglio il microrganismo. Diversi anticorpi, in realtà, sono stati selezionati anche in passato. Almeno tre aziende nel mondo stanno conducendo delle sperimentazioni anche sugli uomini. Al lavoro ci sono anche l'università di Roma Tor Vergata e la fondazione Toscana Life Sciences, con lo scienziato Rino Rappuoli, che pure ha isolato tre anticorpi particolarmente potenti. I primi trattamenti potrebbero arrivare in primavera.

E intanto continuano a preoccupare i dati sul numero di contagiati. Non ci sono i balzi che toccano punto anche del 90 per cento in più come ad agosto, ma l'aumento dei positivi continua ad aumentare in modo costante. Segno che la Merkel, che l'altro ieri ci ha fatto i complimenti per la serietà con cui stiamo affrontando il virus, non si sbaglia, che gli italiani si stanno dimostrando responsabili. In Italia l'epidemia continua a colpire molto meno duramente che in altri Paesi europei, la media dei casi giornalieri è di circa 1.730 quando in Francia e in Spagna si sono superati anche i 10mila.

Anche tra il 23 e il 29 settembre si è segnato un +11%, visto che si è passati da 10.911 casi a 12.115. Ieri si sono registrati 1.851 nuovi casi e 19 morti. I ricoverati in terapia intensiva sono in tutto 280. Con un salto in avanti importante, la Campania diventa la regione con più casi in Italia, scavalcando Lombardia e Lazio. In generale si vede una circolazione in aumento anche al Sud, tendenza già osservata in questa seconda fase. La regione governata da Vincenzo De Luca, che ha imposto le mascherine anche all'aperto pochi giorni fa, in una settimana ha avuto 1.796 positività (+38%). Una tendenza già sottolineata dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi: le 2 regioni che nella prima fase della pandemia sono state colpite più violentemente dai contagi - Lombardia e Piemonte - dopo il 16 giugno presentano un incremento mediamente più limitato dei nuovi positivi. Al contrario, Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia sono le regioni che stanno sperimentando "un andamento preoccupante dei contagi giornalieri.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

agosvac

Gio, 01/10/2020 - 13:21

Ma De Luca non è lo "sceriffo"? Allora perché non "arresta" il Covid?