Ci sono state audizioni nella commissione Covid presieduta dal senatore Fdi Marco Lisei che hanno segnato una svolta nella ricostruzione della pandemia. La più significa è quella di Miguel Martina, il funzionario delle Dogane che per primo si era accorto dell'invasione di dispositivi cinesi farlocchi mentre indagava assieme ai Nas e alla Procura di Roma. Gli sono stati tolti gli accessi ed è finito nel libro nero dei cattivi, ma oggi sappiamo che è stato vittima di mobbing da parte delle Dogane e che le ritorsioni contro di lui sono proseguite anche recentemente: il suo stipendio e il suo Tfr sono stati ingiustamente trattenuti (lo ha detto anche l'Avvocatura di Stato) per una querelle interna dai contorni difficili da precisare, con tanto di minacce anche nei confronti dei familiari (E l'Anac? Non pervenuto...). È stato lui a spiegare perché le mascherine cinesi farlocche non andavano sdoganate ma anzi distrutte e i distributori perseguiti, eppure durante le audizioni è stato oggetto di pesantissime accuse e di allusioni da parte della sinistra. C'è un Genio guastatori composto dall'ex ministro Pd Francesco Boccia, dalla dem Ylenia Zambito e dal grillino Alessandro Colucci che difende i pochissimi auditi pro governo Conte e che in questi mesi ha cercato in tutti i modi di screditare la credibilità sua e di altri testi come il maggiore Gdf Eugenio Marmorale, anche con accuse pesanti su cui qualcuno si sarebbe riservato di agire. Per esempio quando Martina è stato accusato di aver fatto una serie di accessi "esagerati" alle banche dati per alcune sue indagini sui petroli che hanno fatto guadagnare milioni di euro all'Erario. Insomma, di essere una specie di Pasquale Striano, lo spione Gdf in Antimafia della Dossieropoli denunciata dal ministro Guido Crosetto. O quando a Marmorale, che ha preso proprio il posto di Striano, Colucci, Boccia e Zambito hanno contestato le modalità di indagine sulle mascherine farlocche cinesi del commissario all'Emergenza Domenico Arcuri. "M5s si conferma campione di trasformismo, non perde occasione per insultare la commissione Covid, salvo poi rilanciare dichiarazioni di pochissimi auditi che seguono la loro narrativa sulla gestione pandemica", spiega al Giornale Alice Buonguerrieri di Fdi. Un'altra vittima illustre della deputazione dell'opposizione in commissione è stato Dario Bianchi, l'imprenditore di Jc Electronics risarcito con 200 milioni per l'affare sulle mascherine (certificate) fatto saltare da Arcuri perché dovevano passare le mascherine cinesi. È stato proprio Boccia a ricordare che in passato Bianchi aveva finanziato Fratelli d'Italia (nel 2019, tutto in chiaro e fatturato regolarmente), di cui era stato ospite ad Atreju. Un modo vigliacco per alludere al fatto che poiché Bianchi era meloniano allora la sentenza che lo aveva risarcito era carta straccia o peggio ancora pilotata, come se gli imprenditori buoni fossero solo quelli che finanziano Pd e Cinque Stelle. Ma sarebbe come dire che Arcuri gli avrebbe negato l'appalto perché non era di sinistra.
Questa stupidaggine sesquipedale è stata anche ripresa da Giuliano Foschini di Repubblica, giornalista ormai famoso come fonte "personale" dell'ex comandante generale Gdf Giuseppe Zafarana, come emerge dalle carte del processo a Striano. Ma questa è un'altra storia. O forse no. FMan