
La battaglia dei dazi di Donald Trump vive un nuovo capitolo, stavolta tutto interno. Una corte d'appello federale ha stabilito che il presidente degli Stati Uniti si è spinto troppo oltre dichiarando lo stato di emergenza nazionale per giustificare l'imposizione delle tariffe sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mondo, nel tentativo di riscrivere la politica commerciale americana. E ieri un altro giudice federale ha bloccato i tentativi dell'amministrazione Trump di estendere una procedura di espulsione accelerata per gli immigrati irregolari, stabilendo che l'applicazione estesa della norma crea "un rischio significativo" che le persone che potrebbero avere diritto a rimanere negli Stati Uniti, vengano invece espulse dal Paese.
Ma torniamo alla sentenza anti-dazi, alla cui base spunta anche l'intraprendenza di una piccola azienda vinicola di New York: la Vos Selections di Victor Schwartz, che tratta etichette italiane, ha fatto causa insieme ad altre quattro piccole imprese e a 12 Stati americani, denunciando la "minaccia esistenziale" delle tariffe. La maggioranza dei giudici - sette a favore e quattro contrari - ha ritenuto la gran parte dei dazi illegali, sottolineando che rappresentano un eccesso di potere del commander in chief, poiché la capacità di imporre tasse è "un potere fondamentale del Congresso". Il presidente, secondo i togati, ha oltrepassato i limiti della sua autorità ai sensi della legge del 1977 nota come "International Emergency Economic Powers Act", che gli conferisce il potere di identificare qualunque minaccia abbia origine al di fuori degli Stati Uniti. "La legge gli attribuisce un'autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un'emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste include esplicitamente il potere di imporre tariffe o simili", ha spiegato il tribunale, consentendo che i dazi restino in vigore fino al 14 ottobre per dare al governo Usa la possibilità di presentare ricorso alla Corte Suprema.
Se la sentenza sarà confermata "distruggerà letteralmente gli Stati Uniti", ha tuonato con il solito tono apocalittico The Donald su Truth, preannunciando il ricorso al massimo organo giudiziario statunitense. "Una corte d'appello di parte ha erroneamente affermato che i nostri dazi dovrebbero essere rimossi, ma alla fine l'America vincerà. Se i dazi venissero eliminati, sarebbe un disastro totale. Questo ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti. Gli Stati Uniti non tollereranno più enormi deficit commerciali e barriere commerciali ingiuste imposte da altre Nazioni, amiche o nemiche", ha proseguito, assicurando che "tutti i dazi sono ancora in vigore". Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha aggiunto che la sospensione "porterebbe a pericolosi imbarazzi diplomatici", interromperebbe i negoziati in corso e comporterebbe rischi di ritorsioni da parte degli altri Paesi. E il segretario al Commercio Howard Lutnick ha parlato di un "danno irreparabile" agli Stati Uniti, che rischierebbe di "annullare" gli accordi commerciali già annunciati da Trump, come quelli con Unione Europea, Regno Unito e Giappone. Oltre il fatto che la sentenza può potenzialmente costringere l'amministrazione a rimborsare miliardi di dollari.
"Trump ha riscontrato un'emergenza nazionale e ha agito in conformità alla legge - ha detto da parte sua la ministra della Giustizia Pam Bondi -. I giudici del circuito federale stanno interferendo con il ruolo vitale e costituzionalmente centrale del presidente in politica estera. Questa decisione è sbagliata e indebolisce gli Usa sulla scena mondiale". Un avvocato dei querelanti ha affermato che la decisione ha evidenziato un limite fondamentale ai poteri presidenziali del tycoon. "È una vittoria per la Costituzione americana - ha sottolineato con la Cnn l'avvocato Neal Kaytal -.
I nostri padri fondatori hanno affermato che le decisioni importanti su questioni come la tassazione debbano essere prese dal Congresso, non dal presidente con un colpo di penna. Il tribunale ha respinto l'idea di Trump di poter fare ciò che vuole quando vuole". Ma la partita è ancora agli inizi.