Trump accusato di maxi-evasione ma nei sondaggi sorpassa Hillary

Il New York Times: «Ha eluso centinaia di milioni di dollari»

Trump accusato di maxi-evasione ma nei sondaggi sorpassa Hillary

New York A sei giorni dal voto per il rinnovo della Casa Bianca è guerra dei sondaggi in America, mentre l'Fbi passa al setaccio i messaggi trovati nel computer di Anthony Weiner per verificare se vi siano informazioni classificate relative a quando Hillary Clinton era segretario di stato. Nel rush finale verso l'8 novembre per l'ex first lady le cose si complicano, poichè se alcune proiezioni la danno ancora in netto vantaggio, altre mostrano addirittura un sorpasso di Donald Trump, il primo dal mese di maggio. Secondo l'ultimo sondaggio Abc/Washington Post il tycoon è in vantaggio con il 46% contro il 45% della rivale. Reuters/Ipsos invece danno la candidata democratica a +5% (44% contro 39%), pur registrando una contrazione del distacco. E a certificare la rimonta del re del mattone è anche il sito RealClearPolitics, che fa la media delle principali rilevazioni, secondo cui Clinton rimane in testa, ma solo di 2,2 punti, col 47,5% delle preferenze contro il 45,3% dell'avversario. L'Fbi, intanto, ha iniziato a scaricare le email di Huma Abedin, il braccio destro della Clinton, in uno speciale computer che consentirà agli agenti di determinare se si tratti o meno di informazioni classificate. Il software a disposizione permetterà anche di conoscere in tempi relativamente brevi (ma difficilmente prima dell'election day) se le email sono copie dei messaggi già analizzati nel corso della precedente indagine. Proseguono invece le critiche nei confronti del direttore del Bureau, James Comey: l'ultima viene dal manager della campagna della Clinton, Robert Mook, il quale lo ha accusato di «usare due pesi e due misure» per la sua contrarietà a pubblicizzare le indagini sui presunti attacchi informatici di hacker al servizio della Russia. Sino ad ora tuttavia, secondo fonti investigative del Nyt, l'Fbi non ha trovato alcun legame diretto tra Trump e il governo di Mosca, e gli agenti dell'intelligence sono convinti che anche gli hackeraggi contro i democratici siano volti a minare le elezioni presidenziali più che a far eleggere il tycoon. Sul candidato repubblicano, pero', si abbatte nuovamente la scure delle tasse: sempre il quotidiano newyorkese, infatti, rivela che The Donald agli inizi degli anni Novanta avrebbe «evitato di denunciare al fisco centinaia di milioni di dollari di redditi usando manovre di elusione fiscale al limite estremo della legalità», tanto che anche i suoi legali lo avrebbero «messo in guardia».

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