Leggi il settimanale

Vietato rievocare Acca Larentia: sprangati quattro giovani di destra

Il blitz a Roma: "Sono vivi per miracolo". Ma la sinistra accusa il "saluto romano"

Vietato rievocare Acca Larentia: sprangati quattro giovani di destra
00:00 00:00

Si è svolta pacificamente la commemorazione dei militanti di estrema destra che ieri sera ad Acca Larenzia si sono riuniti in ricordo della strage del 7 gennaio del 1978, quando Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni furono uccisi dall'estremismo rosso. In pochi minuti si è celebrato il rito del presente con qualche braccio alzato e nulla più.

Ben diversa, invece, la scena di guerriglia che si è consumata la notte precedente nei pressi di un supermercato del quartiere Alberone dove quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da un commando di 15 ragazzi di estrema sinistra, muniti di spranghe, bastoni e coltelli. La loro unica colpa? Voler affiggere dei manifesti in ricordo dei tre militanti missini uccisi.

"La destra governa e non ha bisogno di alzare lo scontro. La sinistra, invece, con questo continuo inneggiare al pericolo fascista vede nemici ovunque e anche i giovani si sentono legittimati ad aggredire dei loro coetanei armati solo di pennelli... Sono vivi per miracolo", racconta al Giornale Sabrina Fantauzzi, portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e madre di due dei quattro militanti di Gioventù nazionale aggrediti a Roma.

"Quando sono stato informato di questa aggressione mi sono immediatamente attivato per capire lo stato di salute dei ragazzi e la dinamica degli eventi. È stata un'aggressione premeditata e ci poteva scappare il morto", racconta al Giornale Rampelli. "La premeditazione è dimostrata dal fatto che le forze dell'ordine, una volta intervenute su segnalazione degli abitanti, oltre alle armi abbandonate dagli aggressori, hanno ritrovato anche due walkie-talkie che servivano evidentemente per tenere collegati i vari gruppi che stavano facendo le ronde per intercettare quei ragazzi".

Il presidente del Senato Ignazio La Russa parla di "sconcerto" per la "vile aggressione". Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, parla di gesto "grave e inquietante" e attacca: "Troppo spesso a sinistra vengono avallate parole d'odio, per questo chiediamo che oggi sia tutta la politica a condannare i fatti, a partire dai leader della sinistra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. Perché a pagarne il conto sono dei giovani militanti che credono nella politica". Anche Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa, parla di "atto violento ed evidentemente premeditato, che riporta alla mente una stagione drammatica della nostra storia, segnata dall'odio ideologico e dal sangue versato da giovani innocenti" e chiede "una condanna netta e senza ambiguità di ogni forma di violenza politica". "Parlano tanto di pericolo fascista e, poi, ad essere aggrediti sono quelli che la sinistra accusa di essere fascisti", le fa eco la senatrice Michaela Biancofiore che chiosa: "è ora che venga reciso il cordone ombelicale tra chi incita, indirettamente, a questi brutali atteggiamenti con accuse ridicole".

Parole che cadono nel vuoto. "L'appello della presidente Meloni alla pacificazione, alla convivenza civile e contro ogni forma di violenza politica non può essere credibile se viene pronunciato proprio nel giorno in cui centinaia di neofascisti si radunano per fare apologia del fascismo, tra saluti romani e croci celtiche, come avviene ogni anno ad Acca Larentia", dichiara Angelo Bonelli.

Nicola Fratoianni, invece, rivolgendosi ai dirigenti di FdI, dice: "Se vogliono contribuire davvero ad un clima diverso nel Paese tronchino ogni incitamento all'odio nelle loro fila. E magari diano corso allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste che da anni fanno il bello e il cattivo tempo nel nostro Paese".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica