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Trump scarica la Nato: "Non ci serve"

In arrivo altri 2.200 marines. Il presidente: "Non ci vorrà molto, un paio di settimane"

Trump scarica la Nato: "Non ci serve"
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Donald Trump torna ad attaccare la Nato sulla guerra in Iran, dicendo che sta facendo un "errore molto stupido". "Tutti gli alleati sono d'accordo con noi, ma non vogliono dare una mano, e dobbiamo tenerne conto, perché riteniamo sia una cosa sconcertante", sottolinea il presidente americano alla Casa Bianca. Poco prima aveva puntato il dito contro i membri dell'Alleanza Atlantica anche su Truth: "Non fanno nulla per noi, in particolare nel momento del bisogno", ma "non ci serve l'aiuto di nessuno".

"Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte degli alleati della Nato che non vogliono essere coinvolti nell'operazione militare contro il regime terroristico dell'Iran in Medioriente, nonostante quasi tutti siano fortemente d'accordo con ciò che stiamo facendo e che all'Iran non si debba in alcun modo permettere di possedere un'arma nucleare", spiega il tycoon esprimendo tutta la sua frustrazione. "Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia, perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno", continua, ribadendo una teoria già espressa lunedì. Trump non mostra incertezza nemmeno riguardo l'eventualità che le truppe Usa siano dispiegate in Iran: "Non ho paura di un altro Vietnam", chiosa, ribadendo che "fortunatamente abbiamo decimato il loro esercito, la Marina è stata distrutta, l'Aeronautica è stata annientata, la loro difesa anti-aerea e i radar sono stati distrutti e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo". E in serata la Uss Tripoli con a bordo circa 2.200 marines è salpata da Singapore diretta in Medioriente.

"Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l'assistenza dei membri della Nato, non ne abbiamo mai avuto bisogno. Lo stesso vale per il Giappone, l'Australia o la Corea del Sud. Anzi, Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno", ripete il comandante in capo. Una delusione gli arriva pure da Parigi: lunedì Trump si è detto convinto che la Francia avrebbe aiutato, e invece il presidente Emmanuel Macron spiega che "nell'attuale contesto" non sono pronti ad operazioni di apertura dello Stretto di Hormuz. "È la situazione più sensibile, ma non siamo parte in causa del conflitto. E dunque, la Francia non prenderà mai parte ad operazioni di liberazione nell'attuale contesto", sottolinea il titolare dell'Eliseo dicendo che quando la situazione sarà più calma, quando cioè "il cuore dei bombardamenti cesserà, siamo pronti con altre nazioni ad assumere la responsabilità di sistemi di scorta" delle navi sul posto. Per Trump la sicurezza di Hormuz è cruciale, e una delle opzioni a disposizione del tycoon è far sì che le navi americane accompagnino le petroliere (ne servirebbero due per ogni nave di greggio). Un altro aspetto molto costoso è il pattugliamento dei cieli dello Stretto da parte di decine di droni Reaper MQ-9. L'alternativa più rischiosa (e costosa) sarebbe quella di prendere il controllo di Hormuz, ma l'operazione richiederebbe migliaia di soldati e l'impegno a mantenerli nell'area per mesi. Non si sbilancia sui tempi: la guerra è "una piccola escursione" e sarà finita "nel giro di un paio di settimane. Non ci vorrà molto... Siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia", ha ribadito.

Intanto, il presidente continua a considerare le alternative,

ovvero se continuare a combattere, mettendo a rischio la vita dei soldati americani e l'economia, oppure ritirarsi cantando vittoria, ma senza essere riuscito a privare definitivamente Teheran del suo programma nucleare.

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