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La Ue ha scelto rimpatri più veloci: "modello Albania" subito in vigore

Ora l'assistenza legale non è automatica. Reingresso in Europa vietato per 20 anni

La Ue ha scelto rimpatri più veloci: "modello Albania" subito in vigore
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Return Hubs, ordine europeo di rimpatrio, esecuzione forzata, perquisizioni, sequestro di documenti e divieto di reingresso per vent'anni in Italia e stop al business dei ricorsi: l'Europa si dota, dopo 18 anni, di un nuovo regolamento per le procedure di rimpatrio. Una rivoluzione che ricalca il modello sperimentato dal governo italiano con i centri in Albania e che punta a dare una sterzata sui rimpatri.

Dopo il via libera della Plenaria di Strasburgo, il regolamento, tassello finale del nuovo patto per l'asilo e la migrazione, è atteso dall'ok finale da parte della Commissione. La norma sugli hub nei Paesi terzi per gli irregolari in attesa di rimpatrio sarà subito in vigore. Tra un anno le altre norme.

Cosa cambia nel concreto. Il nuovo regolamento europeo introduce una prima grande novità: i return hubs. Tradotto: il modello Albania applicato a livello europeo. Si tratta di strutture situate in Paesi terzi, dove possono essere trasferiti i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio durante la fase di esecuzione. Gli hub possono svolgere una funzione di transito, ospitando temporaneamente la persona in attesa del completamento delle procedure di rimpatrio. L'unica eccezione riguarda i minori non accompagnati, che non possono essere trasferiti nei return hubs.

Questo sistema, con il regolamento, trova finalmente una base giuridica a livello europeo. Vengono, inoltre, potenziati gli strumenti a disposizione delle autorità per eseguire il rimpatrio. Le autorità potranno utilizzare perquisizioni, sequestri di documenti, dispositivi elettronici (anche senza il consenso dell'interessato) e altri elementi utili all'identificazione e all'esecuzione del rimpatrio.

Fa il suo ingresso l'ordine europeo di rimpatrio. Oggi l'ordine poteva essere eseguito solo dal Paese che l'aveva emesso. Con il nuovo regolamento tutti gli Stati dell'Unione europea dovranno eseguirlo.

Norme più severe per il reingresso. Il divieto di rientro nell'Unione potrà arrivare fino a 10 anni come regola generale, fino a 20 anni nei casi più gravi e, per le minacce alla sicurezza, anche essere permanente (a vita). Stop al business delle associazioni legali sui ricorsi. Con il nuovo regolamento Ue la presentazione di un ricorso non sospende automaticamente il rimpatrio. La sospensione dovrà essere richiesta espressamente e concessa dall'autorità competente solo dopo una valutazione del caso.

Anche l'assistenza legale gratuita (che grava sul fondo per il gratuito patrocinio) non sarà automatica, ma verrà concessa solo quando effettivamente necessaria. Potrà essere negata se si ritiene che il cittadino disponga di risorse sufficienti per sostenerla o che il ricorso non abbia prospettive concrete di successo o sia abusivo.

Infine, si introduce un potere di manovra più ampio: l'immigrato irregolare potrà essere rimpatriato non solo nel Paese d'origine ma anche in nazioni di transito o confinanti. Il nuovo regolamento rafforza la dimensione esterna della politica migratoria europea.

L'Unione

europea e gli Stati membri potranno collegare la cooperazione sui rimpatri ad altri strumenti di politica estera, come il rilascio dei visti, gli accordi commerciali, gli aiuti allo sviluppo e i partenariati con i Paesi terzi.

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