La Ue porge il conto a Renzi: paghi per il crac delle banche

Via libera della Commissione europea ai rimborsi per gli obbligazionisti dei quattro istituti falliti. Il caso era sparito dall'agenda di Palazzo Chigi

La Ue porge il conto a Renzi: paghi per il crac delle banche

Il bail-in è in vigore. Ma niente vieta che gli obbligazionisti di Cari Ferrara e Chieti, Banca Marche e Banca Etruria siano risarciti. In estrema sintesi è questa la risposta arrivata ieri a un'interrogazione di Antonio Tajani alla Commissione Europea sul salvataggio delle quattro banche. Il vicepresidente del Parlamento europeo l'aveva presentata tempo fa. Oggi assume un valore particolare, visto il ritardo clamoroso nell'attivare gli arbitrati. Erano in programma ad un consiglio dei ministri di più di un mese fa e da allora sono scomparsi dai radar, come ha segnalato giorni fa il viceministro all'Economia Enrico Zanetti. «Adesso il governo italiano deve procedere senza tentennamenti per risarcire le famiglie colpite e proteggere i risparmiatori italiani», ha commentato lo stesso Tajani dopo avere ricevuto la risposta dalla Commissaria Ue per la concorrenza Margrethe Vestager.Nell'interrogazione l'esponente di Forza Italia ed ex vicepresidente della Commissione europea, aveva chiesto alla direzione generale concorrenza se «l'erogazione di risarcimenti ai risparmiatori sia compatibile con la normativa europea sugli aiuti di stato». La risposta è positiva. «Uno Stato membro - ha spiegato Vestager - può decidere di porre in essere un meccanismo di arbitrato affinché gli obbligazionisti possano chiedere un risarcimento per la potenziale vendita impropria di obbligazioni».

Difficile a questo punto sostenere che anche il ritardo nei rimborsi, come la decisione di «salvare» i quattro istituti a spese di azionisti e obbligazionisti, sia da imputare all'Europa. Escluso che l'intervento dello Stato e la creazione del fondo pro risparmiatori sia in contrasto con le normative Ue. La ripartizione degli oneri e quindi le regole del bail-in, spiega il commissario, fanno parte del diritto dell'Ue. Sono norme che tutelano i depositi inferiori a 100mila euro e prevedono effettivamente che i costi della risoluzione bancaria siano ripartiti tra azionisti e detentori di titoli di debito subordinato e primario. Ma, sempre sulla base delle direttive Ue, «le banche e le imprese di investimento devono fornire ai propri clienti opportuni orientamenti e avvertenze sui rischi associati ai diversi strumenti finanziari. Queste norme Ue sono state attuate in tutti i 28 stati membri dell'Unione europea e devono essere rispettate dalle banche sotto il controllo delle competenti autorità nazionali». Questa ultima parte chiama in causa i meccanismi di vigilanza che non hanno funzionato nel caso delle banche, libere di vendere titoli ad alto rischio alla clientela retail. Dall'esecutivo nessuna reazione alla risposta di Vestager. A chiedere un accelerazione sono stati soprattutto esponenti di Forza Italia. Per il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri «Renzi non ha più scuse. Il governo deve risarcire i risparmiatori truffati da Banca Etruria e altre banche. È un loro diritto e ora anche l'Europa lo sancisce. Gli obbligazionisti vanno indennizzati. Renzi ha finito di prendere in giro gli italiani per coprire i suoi amici e i parenti banchieri che hanno agito in maniera truffaldina. Deve pagare. Finora ha tentennato in maniera incredibile lasciando nella disperazione tante famiglie».

Annagrazia Calabria, deputata azzurra, sottolinea come dopo la risposta, «i rimborsi si possono fare e vanno fatti. Il governo la smetta, quindi, di nascondersi e proceda subito all'indennizzo di quegli obbligazionisti che, con le loro famiglie, hanno subito un danno gravissimo. È già passato troppo tempo».

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