Vaia: "Testiamo lo Sputnik contro le varianti". La prova su 90 volontari e scambio di plasma

L'intesa («stipulata a giorni») raggiunta attraverso i canali diplomatici

Vaia: "Testiamo lo Sputnik contro le varianti". La prova su 90 volontari e scambio di plasma

«Vogliamo verificare se lo Sputnik funziona anche per le varianti del coronavirus». A confermare l'avvio di un protocollo di intesa tra l'Inmi Spallanzani di Roma e il Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologia N. Gamaleya, il laboratorio di Mosca dove è stato sviluppato lo Sputnik, è il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia.

Una sperimentazione avviata attraverso i canali diplomatici e che deve ancora essere definita nei particolari. L'ipotesi sul tavolo sarebbe quella di coinvolgere una novantina di volontari già sottoposti a vaccinazione con Reithera nella prima fase della sperimentazione e verificare con loro la copertura su tutte le varianti, somministrando anche Sputnik. La collaborazione fra i due istituti prevede anche uno scambio di sieri, il plasma dei pazienti che sono stati contagiati dalle varianti.

L'annuncio ufficiale è arrivato ieri dal il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ha parlato di un primo accordo con lo Spallanzani per sperimentare il vaccino russo. Intesa che, ha precisato Zingaretti sarà «stipulata a giorni». Si tratta di una sperimentazione in forma scientifica in attesa comunque dell'autorizzazione formale dell'Ema per quanto riguarda lo studio sulle varianti. Sputnik è al momento in fase di rolling review da parte dell'Ema che ha ricevuto la rischiesta da R-Pharm Germany GmbH il 4 marzo.

«L'avvio della collaborazione tra Spallanzani e Gamaleya è una conquista preziosa- afferma il professor Vaia- La scienza non deve avere nè preclusioni né pregiudizi. Una volta provata l'efficacia e la sicurezza tutti i vaccini possono essere utilizzati».

In agenda una call internazionale alla quale prenderanno parte oltre agli scienziati sia dello Spallanzani sia di Gamaleya anche gli ambasciatori di Italia e Russia. Per il 23 marzo è fissata la tavola rotonda in collegamento con Mosca con diplomatici e scienziati per un confronto sull'evoluzione della pandemia e le prospettive di utilizzo del vaccino russo Sputnik V. Vi prenderanno parte, oltre a Vaia, anche il professor Massimo Galli, primario del Sacco e infettivologo dell'Università di Milano, l'ambasciatore russo Sergey Razov e quello italiano, Pasquale Terracciano.

La profilassi dello Sputnik prevede una doppia dose per ottenere la copertura dal Coronavirus, due dosi a 21 giorni di distanza una dall'altra. La sua conservazione non presenta particolari difficoltà, è sufficiente una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi. Oltre che in Russia, è prodotto in India, Corea del Sud, Brasile e Kazakistan, e ha un costo di circa 10 dollari a dose.

Restano molte perplessità nei confronti di questo antidoto per una generale mancanza di trasparenza sui dati. Però all'inizio di febbraio Sputnik è stato definito da Lancet efficace al 91 per cento contro la malattia sintomatica. Anche se si trattava di uno studio preliminare.

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