Geronimo La Russa si costituirà parte civile nel processo per diffamazione aggravata in cui è imputato il cantautore Roberto Vecchioni. Il presidente dell'Aci, figlio del presidente del Senato, da quanto trapela, è particolarmente intenzionato a difendere la sua reputazione da quello che ritiene un attacco in piena regola, un "lancio della menzogna". "Ho deciso di prendere questa posizione perché a tutto c'è un limite", sono state le parole La Russa, interpellato dai giornalisti ieri, proprio nel giorno in cui ha preso il via il processo a Firenze. "Pur sapendo di dire una falsità, Vecchioni mi ha accusato, a distanza di 30 anni, di aver rubato oggetti durante una festa della figlia, all'epoca minorenne come me. Già nel 1997 aveva puntato il dito, tra quelli che accusava, sul figlio di un noto politico milanese, lasciando facilmente intendere che la responsabilità dei fatti fosse anche mia". Il cantautore aveva raccontato l'episodio all'evento "La Gaberiana", organizzato dal giornalista Andrea Scanzi, nel luglio 2023. "Sono entrati in casa e mi hanno rubato di tutto. Tutti i portasigari, mi hanno addirittura rubato le t-shirt e le mutande. A quel punto denuncio e un po' di loro li beccano. Dico solo come si chiamava il ragazzo, così si capisce chi è il padre. Il ragazzo si chiama Geronimo. Tutto è finito in una bolla di sapone". Ma l'indagine per La Russa era stata archiviata, e Vecchioni ne sarebbe stato consapevole, secondo i denuncianti. "È evidente, anche per il momento e la modalità della sua dichiarazione, che la volontà sia stata quella di diffamare me e la mia famiglia, per un intento in nessun modo giustificabile", ha detto ancora.
Ciò che è apparso particolarmente grave alla parte civile è che Vecchioni, pur pienamente consapevole dell'innocenza dell'allora ragazzino, abbia veicolato al pubblico, ancora una volta, una notizia "notoriamente falsa".