Venezuela, i pm sui 5S. Quell'inchiesta segreta sulla caccia al tesoro

Da un anno si indaga sul presunto finanziamento ai grillini: tutto top secret

Venezuela, i pm sui 5S. Quell'inchiesta segreta sulla caccia al tesoro

E adesso in Italia parte la caccia al tesoro nascosto del Movimento 5 Stelle. Perché se davvero, come raccontano le rivelazioni dell'ex 007 venezuelano Hugo Carvajal, valigie di soldi sono state consegnate presso il consolato a Milano della repubblica sudamericana al «guru» dei grillini Gian Roberto Casaleggio, l'unica certezza è che quei soldi non si possono essere volatilizzati. Così per capire davvero cosa è successo l'unica soluzione è andare a frugare in quel mondo sconosciuto e sommerso che è la contabilità della macchina da guerra grillina, dove gli affari privati di Rousseau si mischiavano ai movimenti di cassa del partito.

È questa la strada maestra dell'indagine che la Procura di Milano sta conducendo sotto traccia ormai da un anno, aperta subito dopo che la storia del malloppo di petrodollari arrivati a Milano era finita sulla prima pagina del giornale spagnolo Abc. È una inchiesta complicata che in Procura viene paragonata ad un'altra indagine sul lato oscuro della politica, quella sui finanziamenti russi alla Lega: «Un Russiagate in salsa grillina», lo definiscono al quarto piano del palazzaccio milanese. La differenza, a voler puntualizzare, è che l'indagine sui faccendieri moscoviti vicini al Carroccio è stata condotta con strepito di trombe e titoloni fin dall'inizio, mentre il fascicolo aperto un anno fa sulle mazzette targate Maduro è rimasto lontano dai riflettori fino a ieri. La sua esistenza viene rivelata da uno scoop della Stampa, quando ormai - a urne chiuse da ormai quasi un mese - il pasticcio non può più danneggiare le sorti elettorali dei grillini. Ma si tratta ovviamente di una coincidenza.

Il fascicolo di indagine è gestito dal pool di Maurizio Romanelli, il procuratore aggiunto specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, e vede uno o più nomi iscritti nel registro degli indagati per i reati di riciclaggio e finanziamento illecito. Il reato cruciale è il primo, il riciclaggio, sia perché ipotizza che ad arrivare nel consolato milanese siano stati soldi di provenienza delittuosa, sia perché è indispensabile per evitare che l'intera vicenda, risalente al 2010, sia coperta dalla prescrizione. Un anno fa, quando uscì l'articolo di Abc, il procuratore Francesco Greco aveva detto che a una prima valutazione la vicenda «non sta in piedi» e che comunque il finanziamento illecito era prescritto ormai dal 2016. All'epoca era stata resa nota l'esistenza di una indagine «conoscitiva», senza reati nè indagati.

Invece, in silenzio, l'inchiesta del nucleo milanese della Guardia di finanza ha dato spunti di sostanza al documento che stava alla base dell'articolo di Abc, l'appunto su carta intestata dei servizi segreti di Caracas in cui si parlava del versamento. È l'appunto che il regime venezuelano ha sempre liquidato come un falso grossolano, sottolineando al contempo come un appoggio nel 2010 ai 5 Stelle non avesse alcun senso, visti gli ottimi rapporti di Chavez e Maduro con i governi italiani dell'epoca. Ma ora è arrivata la svolta con il pentimento dello 007 Carvajal, che - anche per evitare l'estradizione negli Stati Uniti - sta collaborando con la magistratura spagnola, confermando per intero e arricchendo di dettagli quanto Abc aveva scritto un anno fa. Così il passo cruciale dell'inchiesta della Procura sarà interrogare Carvajal, per il quale è già partita una richiesta di collaborazione verso la Spagna attraverso un ordine di investigazione europeo, tuttora in attesa di risposta. Ma la partita vera, per arrivare a capirci qualcosa, è capire dove possa essere finita - ammesso che sia mai esistita - la montagna di dollari sbarcata a Milano undici anni fa.

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