In Versilia e Carso 1.500 sfollati per gli incendi. Protezione civile al lavoro, muore una volontaria

La Toscana chiede lo stato di calamità, in Veneto vietati i condizionatori

In Versilia e Carso 1.500 sfollati per gli incendi. Protezione civile al lavoro, muore una volontaria

Hanno riempito in fretta e furia lo zaino e hanno chiuso casa, sperando di trovare tutto intatto al loro rientro. Sono gli sfollati dei roghi: un migliaio di persone in Toscana e circa 500 in Friuli Venezia Giulia. Hanno pensato: «Tanto è questione di poche ore». In realtà è da lunedì che non rientrano. Ma dalla stanza degli alberghi o dai centri di accoglienza che li ospitano hanno lo sguardo perennemente rivolto a quella nube che si alza verso il cielo rovente e ai Canadair che passano senza sosta. Là dietro c'è tutto il loro mondo, avvolto dal fumo.

In Toscana, la Protezione civile ha emanato il bollettino delle persone fuori casa: 500 nel territorio di Massarosa, altri 370 nel comune di Camaiore e 200 in quello di Lucca. A Castiglioncello, pur non essendo scattata l'ordinanza, sono state fatte allontanare 20 persone in forma precauzionale. Al momento la superficie bruciata, secondo il dato diffuso dalla Regione, è di 868 ettari. Al lavoro circa 80 operatori dell'antincendio boschivo regionale, 105 vigili del fuoco, 3 elicotteri della flotta regionale e 3 Canadair «che stanno mettendo in atto la strategia di contenimento per cercare di stabilizzare» il rogo nell'arco della giornata.

La Regione Toscana chiederà lo stato di calamità. «Il pericolo - spiega il governatore Eugenio Giani - non è passato perché lì basta che i venti si muovano in un senso o nell'altro ed il fuoco riprende. Mi sembra di poter dire però che la situazione sia sotto controllo».

Anche nel Carso si continua a lavorare. Purtroppo una volontaria antincendio boschivo della Protezione civile, di 46 anni, è morta schiacciata da un albero durante le operazioni di spegnimento di un incendio a Prepotto (Udine).

L'aria resta irrespirabile e la gente è obbligata a uscire di casa indossando le mascherine Ffp2. Vietato accedere i condizionatori in casa. Oltre il confine, in Slovenia, dove le fiamme dei boschi hanno messo a rischio i paesini di montagna, è arrivato l'ordine di tenere le finestre chiuse. «Le previsioni meteorologiche danno in arrivo un fronte freddo per martedì. Questo - afferma del vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia, Riccardo Riccardi - ci fa ben sperare rispetto allo spegnimento e bonifica degli incendi e per l'abbassamento dei livelli delle polveri sottili. I dati relativi alla città di Monfalcone si sono ridotti del 50% in 24 ore. In miglioramento, stando ai dati dell'Arpa, la qualità dell'aria a Staranzano, Sagrado, Savogna d'Isonzo, Ronchi dei Legionari e Doberdò del Lago». Si spera che la situazione si possa normalizzare nei prossimi giorni, anche per traffico e circolazione dei treni: già ieri ha riaperto al A4 in direzione Venezia. L'emergenza roghi continua anche a Roma e provincia: sono circa 40 gli interventi legati agli incendi boschivi effettuati dai vigili del fuoco del comando di Roma nelle ultime ore. Interessate le aree dei comuni di Fiano Romano e Capranica Prenestina. Incendi di colture anche a Ardea e a Ciciliano.

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