Il portiere con la malaria eroe del web per una capriola

«Ho giocato con la malaria. Avevo i brividi e un mal di testa lancinante, ma ho resistito. Una Coppa d’Africa capita una sola volta nella vita per un figlio del Mozambico». La confessione shock del 35enne Joao Rafael Kampango si innalza sulla mediocrità di un torneo che ha visto i candidati al gradino più alto del podio, Eto'o e Drogba su tutti, tornarsene a casa con una medaglia di latta e un fardello di rimpianti. Quello in Angola è stato il suo torneo, nel bene e nel male. «Aplausos para a sua abnegação!» titolano i giornali di Maputo per il mancato lottatore di sumo col ventre prominente e un peso «forma» di 110 chili. Un portiere che ha tentato di sfuggire all'immaginario costruito attorno ai luoghi comuni, ma che ne è stato travolto come se si trattasse di un personaggio da fumetto comics.
La malaria è solo l'ultima delle storie che a Maputo l'hanno reso più celebre di Maria Mutola, lo scricciolo forgiato nell'acciaio, con una massa infinita di capelli e una scintillante corona da regina degli 800 metri. Il numero uno (ma dodici di maglia) non si è certo distinto per interventi spettacolari, piuttosto per la sua goffaggine. Il tecnico Mart Nooij, olandese giramondo e già licenziato, gli aveva garantito un posto da titolare se non altro per l'esperienza internazionale acquisita nel campionato egiziano. Che poi si trattasse del Tersana, anonima formazione di Serie B, è un dettaglio trascurabile. I maligni sostengono che la scelta sia stata ispirata dall'imbarazzante pinguedine che gli avrebbe consentito di coprire meglio di chiunque altro lo specchio della porta. All'atto pratico non è andata proprio così: febbricitante, Kampango è stato infilato un po' da tutti, pur lasciando in eredità quella capriola contro il Benin dove per poco non ci ha rimesso l'osso del collo.
La sequenza acrobatica, catturata dalle televisioni di mezzo mondo, è stata trasmessa fino alla nausea trasformandolo in un personaggio osannato dal popolo di YouTube. La sua capriola è stata «cliccata» in pochi giorni da quasi 4 milioni di internauti. Mentre a Maputo è esplosa la Kampango-mania, alimentata dai ragazzini di strada che si fanno ritrarre dai telefonini emulando l'imprudente gesto circense, il ministero del Turismo gli ha proposto un contratto come testimonial della splendida costa di oltre tremila chilometri di spiagge di sabbia bianca, dove Kampango dovrebbe ripetere, da contratto, la capriola, senza rischiare questa volta l'osso del collo in virtù del fondo soffice. Ovviamente le riprese inizieranno dopo che si sarà completamente ristabilito dalla malaria.
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