La preghiera del parroco contro lo shopping compulsivo

Di shopping a volte ci si può ammalare. Basta chiederlo all’attrice americana Lindsay Lohan che è arrivata a sperperare un milione di dollari tra abiti e accessori. Tanto due anni fa da sottoporsi all’ipnosi per guarire dallo shopping compulsivo.
Certo non si riferivano a lei, ma hanno suscitato curiosità in Alto Adige le parole di una preghiera contro lo shopping compulsivo, pubblicata da don Michael Pirpamer, parroco di San Martino, un paesino della Val Passiria nel Meranese. «Care mogli, evitate di farvi prendere dalla frenesia degli acquisti, e voi mariti, evitate di squadrare le altre donne per confrontare le loro forme con quelle delle vostre consorti». Insomma un invito alla morigeratezza e a non diventare come la Lohan che ha confessato di avere addirittura 5mila paia di scarpe, o altre celebrities famose come lei, tra queste la cantante Celine Dion, l’attrice Eva Logoria, tutte shopping addicted. Ovviamente non può mancare Sarah Jessica Parker che ha la stessa passione incontrollabile del suo personaggio di Sex and the City... Per tacere di Paris Hilton...
Ma vip a parte lo shopping quando non è un piacevole passatempo può trasformarsi in una vera e propria patologia che interessa soprattutto le donne, colpite da questo disturbo quattro volte più degli uomini. E sulla scia di Hollywood in Italia anche le Asl si sono attrezzate per curare i malati di questo genere, di solito donne comprese tra i 35 e i 45 anni.
Esistono anche siti e test online dove in pochi secondi è possibile scoprire se si è una «shopping addicted».
E il periodo dei saldi diventa così una fase nera soprattutto per chi soffre di questa particolare forma di dipendenza che al giorno d’oggi è ancora oggetto di dibattito nella comunità psichiatrica internazionale. Il risultato è spesso quello di tornare a casa carichi di buste contenenti oggetti e vestiti che a prezzo pieno forse non avremmo mai comprato. Ma soprattutto con le carte di credito svuotate.
«C’è una Robecca Bloomwood nascosta in ogni ragazza media dei Paesi occidentali. Basta saperlo e non s’incorrerà in disastri finanziari a più zeri». È quanto si legge In love shopping, il libro campione di vendite di Madeleine Wickham, in arte Sophie Kinsella, da cui è stato tratto anche un film. Perché la protagonista è una spendacciona compulsiva, capace di collezionare le carte di credito nel portafoglio e i vestiti nell’armadio fino a degenerare. A John Goodman è affidata al battuta più bella che rivolge alla figlia in riva al lago: «Se gli Stati Uniti possono sopravvivere con il debito che hanno, puoi farlo anche tu».
E così la preghiera di don Pirpamer può diventare un’occasione per tutti, non solo altoatesini, a rallentare la corsa all’acquisto. Tanto che non sono dispiaciute del tutto le parole della preghiera del parroco di San Martino ai commercianti del paesino turistico della Val Passiria. Per tutti parla Hansjoerg Goetsch, titolare di un negozio di confezioni e già presidente dei commercianti locali: «Occorre - ha detto - tenere presente che nello shopping conta anche il fattore della ragionevolezza».