Il 41% dei giovani vive in un immobile di famiglia, il 22,5% in affitto e solo il 26,9% abita in una casa di proprietà propria o co-intestata. Oltre la metà non lascia la casa dei genitori. Le intenzioni di autonomia sono in calo: solo il 29,5% decide di andare a vivere da solo. Sono alcuni dei dati emersi dal Piano Giovani per il 2026 approvato dalla commissione regionale Cultura, presieduta da Anna Dotti, Fdi (nella foto). Il desiderio di indipendenza dei giovani lombardi (ragazze e ragazzi di età compresa tra 15 e 34 anni), come spiega il testo, risulta frenato dalla precarietà lavorativa e dalla mancanza di sicurezza economica, che figurano anche tra le principali cause del rinvio della scelta di diventare genitori. Tra coloro che scelgono di uscire dall'abitazione familiare prevale il modello della convivenza senza figli (22,9%). Le preoccupazioni dei giovani lombardi riguardano soprattutto l'aumento dei prezzi (63%), i salari bassi (61%), la crisi economica (57%), l'inquinamento e la crisi climatica (55%), oltre alle criticità della sanità pubblica (53%). La percezione di insicurezza è più marcata tra chi vive nelle province meridionali della Lombardia. Un focus è stato dedicato al ruolo dello sport: si alza il numero dei giovani che praticano un'attività sportiva (62%), più uomini che donne, lavoratori e studenti tra i 16 e i 25 anni. La partecipazione al volontariato, è un altro dato del documento, è più frequente tra i giovanissimi e tra chi appartiene a contesti socio-economici più elevati.
Prevenzione e contrasto del disagio giovanile e promozione del benessere psico fisico sono gli obiettivi del Piano Giovani che definisce complessivamente 76 iniziative, suddivise in azioni, misure specifiche e programmi di intervento, esamina gli strumenti di ascolto, di coinvolgimento diretto e di monitoraggio, per accompagnare le esigenze della popolazione giovanile.